Isacco e Peridance: declinazioni felici del vocabolario della danza

Esperienze immersive e sperimentazioni al Florence Dance Festival
Dancer

Firenze – Proseguono a ritmo serrato gli appuntamenti del Florence Dance Festival. Che fino al 24 luglio nella incantevole cornice del Chiostro Maggiore di Santa Maria Novella dissemina di spunti interessanti la sua 36esima edizione sotto la guida dei direttori artistici Marga Nativo e Keith Ferrone. Ora, dopo l’exploit in apertura della compagnia Antonio Gades che ha rispolverato per l’occasione con la complicità di Carlos Saura la sempre verde, inimitabile, incandescente  “Carmen” a tutto flamenco, e in attesa di vedere giovedì 10 luglio la nuova produzione del Florence, un inedito sguardo sulla Sicilia imprenditoriale proiettato verso l’Europa, quella dei “Fratelli Florio”, come recita il titolo dello spettacolo che Marga Nativo ha impaginato ispirandosi al best seller “I leoni di Sicilia” di Stefania Auci sulle musiche originali di Francesco Giubasso, hanno attirato l’attenzione del pubblico la performance “Isacco, il figlio prediletto” e i paesaggi contemporanei danzati dalla Peridance, dalla Kinesis e dalla Mystes Dance.

Isacco è un esperimento che lega voce, recitazione, coro, quartetto cameristico e danza. Una sorta di melologo o, se vogliamo, di oratorio in movimento, su soggetto e musica di Andrea Portera, liberamente tratto dall’omonimo libro di Gianni Marmorini. In scena a confezionare l’originale partiti tura ci pensano il Contempoartensemble diretto da Vittorio Ceccanti con Claudia Bucchini (flauto), Lorenzo Cosi (violoncello), Marco Farruggia (percussioni) Marco Gaggini (pianoforte), la perentoria tonalità vocale di Valentina Coladonato, l’intensa espressività narrativa di Giusy Signoretta, il dinamismo fisico introspettivo di Keith Ferrone che firma la regia in sintonia con lo stesso Portera, più Laura Artusio e Victoria Ferrone. Alla buona performance dello spettacolo ha contribuito il coro “Animae Voces” diretto dal M.° E. Materassi.

Personaggio biblico per eccellenza Isacco attraversa il suo “destino” su pagine del Vecchio e del Nuovo Testamento, innervate da moderni contrappunti, chiamando a sé, come sulla passerella di una tragedia antica, le voci del racconto biblico. La prospettiva è intraprendente, l’equilibrio concertante, il dosaggio delle parti funzionale alla felicità della messinscena.

La Peridance Contemporary Dance Company di casa a New York ha messo in  mostra cinque pezzi del suo repertorio come altrettante “Prospettive” possibili di quello che oggi è il vocabolario della danza. Un linguaggio solido, ancorché un  po’ schematico, un fraseggio di squisita padronanza tecnica, una brillantezza esecutiva, una coralità condivisa nel solco di geometrie nette e puntuali, ordinate e coinvolgenti. Guidata dal fondatore e direttore artistico Igal Perry, la Peridance è dal 1983 un punto di riferimento per i nuovi codici coreografici che animano l’orizzonte coreutico mondiale. Dal debutto a New York nel 1985 ha inanellato oltre 75 nuove creazioni in teatri prestigiosi come il Joyce Theater, Lincoln Center e il KnJ Theater.

La poetica di Perry, intrisa di uno spessore ieratico, docilmente trascendentale e sensualmente spirituale, ha trovato spazio e modo di esprimersi nel solo danzato sulle celebri note dell’Ave Maria di Schubert come modello di turbamento erotico, da uno statuario conturbante, nel lavoro corale che ha chiuso la serata, in maniera accademica saggistica, sulle ondate percussive del Bolero di Ravel e in quello che un po’il manifesto della compagnia, l’intenso “Meadows”. Completavano il quadro il prezioso passo a due maschile “With You”, composto da Mike Tyus, e un bel lavoro firmato da Yue Yin.

In scena sono arrivate poi la Kinesis e la Mystes Dance Company. La prima, un gruppo fiorentino fondato e diretta da Angelo Egarese, ha presentato il trascinante “The Manifesto”, vera e propria esplorazione fisica e profonda dell’identità, un dialogo corpo a corpo con ciò che siamo, ciò che vogliamo essere e ciò che ci viene imposto . In questo senso i danzatori non interpretano ruoli ma esprimono “solo” sé stessi. Ognuno con il proprio linguaggio, il proprio ritmo, la propri sensibilità, il proprio affanno fisico, la propria disillusione estetica, il proprio coinvolgimento emotivo, la propria leggerezza creativa. La seconda, etichettata come ensemble di Danza e Sperimentazione Urbana, è stata fondata da Gigi Nieddu che ne è il direttore. Realtà toscana affermata da ormai diverso tempo, la Mystes ha il merito di aver portato per prima in Italia la Danza Urbana in luoghi ed eventi di rilevanza internazionale.

Al Florence ha presentato “unclocked”, esperienza coreografica immersiva che esplora la tensione tra controllo e libertà. Ritmo, precisione, dinamismo, effervescenza atletica, cromatismi fisici. Un orologiaio e i suoi automi incarnano la precisione meccanica. Ma l’emergere di una individualità, una singola creazione, innesca una reazione a catena. La danza diventa il campo di battaglia dove si combatte per il controllo, la libertà e la definizione di sé. Il dialogo è aperto. Un campo controcampo energico e liberatorio. Dalla rigidità degli ingranaggi all’esplosione di movimenti eccentrici e disinvolti, lo spettacolo si configura come una indagine sulla fragilità dell’ordine, sulla la forza della ribellione e la potenza dell’accettazione.

In foto Peridance

Inizio spettacoli ore 21,30. Info 055 289276. Programma completo www.florencedance.org

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