Il cda di Iren ha approvato i risultati al 30 settembre 20145. I ricavi consolidati dei primi nove mesi del 2015 si sono attestati a quota 2.218,9 milioni di euro, in crescita (+7,1%) rispetto ai 2.071,4 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente, confermando il trend positivo già registrato a metà di quest’anno.
Il margine operativo lordo (Ebitda) è risultato pari a 497,6 milioni, in crescita del 2,7% rispetto ai 484,3 milioni dei primi nove mesi del 2014.
Il risultato operativo (Ebit) si è attestato invece a 252,8 milioni, in contrazione del 10,6% rispetto ai 282,7 milioni al 30 settembre 2014, principalmente a causa dei maggiori ammortamenti e alla discontinuità sugli accantonamenti a fondi rischi che nei primi nove mesi dello scorso anno si erano caratterizzati per il rilascio di una quota rilevante di fondi a seguito del venir meno del relativo rischio. Al netto di quest’ultimo elemento, la variazione del risultato operativo sarebbe stata positiva.
L’utile netto è risultato pari a 98,8 milioni, in crescita (+11,4%) rispetto agli 88,8 milioni registrati nei primi nove mesi del 2014. Su questo risultato hanno inciso positivamente una gestione finanziaria più favorevole, grazie principalmente alla riduzione del costo del debito, i migliori risultati delle società consolidate col metodo del patrimonio netto e il minor tax-rate legato alla dichiarazione di incostituzionalità della cosiddetta “Robin Hood tax” e alla deduzione del costo del lavoro dal calcolo dell’Irap.
L’indebitamento finanziario netto al 30 settembre 2015 si è fermato a 2.156 milioni, confermando la tendenza positiva già registrata nei primi due trimestri dell’anno e segnando un decremento di circa 130 milioni sul dato registrato alla fine del 2014 – grazie soprattutto ai risultati del periodo e a una migliore gestione del capitale circolante netto. Gli investimenti lordi realizzati nei primi nove mesi dell’anno sono stati pari a 161,9 milioni.
Per Profumo “è il primo passo per avere nell’arco del piano industriale un’azienda più agile e dinamica, un fornitore di servizi ai massimi livelli di efficienza, con una strategia ispirata alla sostenibilità ambientale e all’essere protagonisti attivi dell’innovazione e delle smart city”.
L’accelerazione, ha precisato l’amministratore delegato del gruppo Massimiliano Bianco, “ha riguardato anche il processo di ottimizzazione del profilo finanziario, che ha raggiunto alcune tappe fondamentali. La principale è stata l’ottenimento del rating “investment-grade” da parte dell’agenzia Fitch, che ha permesso al gruppo di affacciarsi sui mercati finanziari attraverso una recente emissione obbligazionaria”.
L’operazione, mirata al miglioramento strutturale del costo del capitale e all’allungamento della vita media del debito, “ha avuto grande successo (la domanda ha superato di circa sette volte l’offerta) a dimostrazione della fiducia che il mercato riserva alla società”.