
Due ordini del giorno approvati all’unanimità e un doppio tavolo di confronto, uno col sindaco Luca Vecchi, tra amministratori e una rappresentanza dei manifestanti. Questo il risultato del flash mob contro Iren che si è tenuto lunedì sera davanti al municipio di Reggio mentre erano in corso i lavori del consiglio comunale. Come dire, la volontà c’è stata e l’atteggiamento dialogante va sottolineato. Ci sarà da vedere però come concretamente influirà sui maxi compensi e le buonuscite d’oro dei super manager della multiutility.
Perché la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso del rapporto tra la gestione Iren e i cittadini “serviti” sarebbero stati quei 950mila euro di buonuscita percepiti dall’ex ad Nicola De Sanctis il quale peraltro resterà in capo ad Iren percependo regolare stipendio. Nel frattempo dal quartier generale di via Nubi di Magellano hanno fatto sapere che Iren ha un altro amministratore delegato, Massimiliano Bianco il cui compenso sarà deciso il 3 dicembre. 
Alla manifestazione c’erano più o meno 150 persone portate in una piovosa piazza dal gruppo di Francesco Fantuzzi e dei piccoli azionisti Iren tra cui Donato Vena e Mario Guidetti, rappresentanti di Cgil e Cisl, dei partigiani, nuclei di “esodati Iren” (ovvero cittadini cui hanno staccato il gas) e, in segno di solidarietà come ha sottolineato, la neo consigliera regionale Silvia Prodi. Gli ordini del giorno così come le parole di Luca Vecchi sono andate nell’auspicio di un contenimento degli emolumenti in multiutility, delle buonuscite e dei benefit vari ma soprattutto legati all’eventuale rendimento dei manager stessi in funzione di un miglioramento delle prestazioni economiche del gruppo. Luca Vecchi in serata è stato ancora più esplicito accogliendo in sala giunta un gruppetto di flashmobbisti: “il mio gradimento al nuovo ad sarà direttamente proporzionale ai soldi (in meno, ndr) che percepirà”. Insomma la buona volontà c’è stata; c’è più di un dubbio però sul fatto che potrà bastare a calmare uno sdegno ed un’indignazione verso Iren e i suoi manager che hanno raggiunto il culmine.
