Prato – Firmato oggi a Prato nel salone della Prefettura, il Protocollo d’intesa fra la Prefettura e il Comune di Prato per la “Prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata negli appalti pubblici e nell’attività urbanistica ed edilizia”. Erano presenti il Prefetto Adriana Cogode, il Sindaco di Prato Matteo Biffoni, il Questore Giuseppe Cannizzaro, il Comandante dei Carabinieri colonello Francesco Zamponi, e per il comandante del gruppo di Finanza di Prato il tenente colonnello Massimo Amadori.
“Un protocollo che nasce – ha detto aprendo l’evento il prefetto Adriana Cogode -da una comune riflessione tra la Prefettura e l’Amministrazione comunale con l’obiettivo di rafforzare le misure di prevenzione dai rischi di infiltrazione criminale nel circuito legale dell’economia. Perchè siamo consapevoli che,anche in considerazione degli effetti dell’emergenza pandemica e con l’arrivo delle ingenti risorse del PNRR, non si possano sottovalutare i tentativi di infiltrazione emersi in Toscana dalle inchieste coordinate dalle competenti Direzioni Distrettuali Antimafia. Perchè la mafia è liquida come diceva il giudice Falcone e si infiltra ovunque. E la nostra è un’attività di prevenzione”.
Un protocollo che impegna il Comune di Prato su più fronti. Innanzittutto ad inserire nei propri bandi e contratti un’apposita clausola che imporrà alle ditte contraenti di dimostrare la loro iscrizione nella cosidetta «White List» (una lista di imprese virtuose),già al momento della partecipazione alla gara. Inoltre il Comune provvederà a richiedere informazioni antimafia per tutti quei contratti relativi a opere e lavori pubblici di importo superiore a 500.000 euro e per tutti i contratti relativi a servizi e forniture di importo superiore a 100.000, e per tutti i subappalti e subcontratti di importo superiore a 100.000 euro. Invece per tutti i contratti relativi ad opere e lavori pubblici di importo superiore a 250.000 euro,il Comune,in qualità di ente appaltante, dovrà prevedere di inserire nel bando di gara e nel contratto di appalto,(onere per l’appaltante), un “Referente di cantiere” che dovrà redigere il “settimanale di cantiere”. Una sorta di diario in cui il responsabile dovrà riportare tutte le informazioni relative all’opera.
Inoltre sempre il Comune dovrà fornire ogni sei mesi alla Prefettura un aggiornamento della banca dati delle imprese aggiudicatarie dei contratti di appalto, nonchè impegnarsi a specifici obblighi di vigilanza e monitoraggio sulla sicurezza del lavoro,(pagamento retribuzioni,contributi previdenziali ed assicurativi etccc…). Infine il Comune provvederà ad acquisire le informazioni antimafia D.lsg.159/2011 nei confronti dei sottoscrittori di convenzione di lottizzazione,nonchè degli operatori cui sono affidate opere di urbanizzazione primaria e secondaria aventi valore superiore a 500.000 euro. E sempre il Comune si impegnerà ad acquisire l’autocertificazione antimafia delle imprese edili in caso di permesso a costruire per interventi che superano i 5000 mc e per gli interventi che riguardano le attività produttive ed insediamento in aree industriali e artigianali.
” Con il flusso di denaro -ha detto Biffoni – che arriverà sul territorio c’è il rischio che si attraggano attività criminose. Questo è un protocollo che garantisce le imprese per bene e che lavorano alla luce del sole rispettando le regole e le normative che ci sono. Andiamo ad alzare il livello di attenzione in funzione di quelle aziende che operano in trasparenza perchè il nostro dovere è quello di premiare l’economia sana. Questo Protocollo non so se basterà ma è un messaggio, un passo avanti molto significativo di cui sono personalmente convinto e soddisfatto. Mi auguro che al più presto vi aderiscano anche altri Sindaci”. Conclude il Questore Cannizzaro: “Grazie a questo Protocollo metteremo a disposizione la nostra banca dati e le informazioni in nostro possesso,come già accaduto con Expo 2015”.