Firenze – Tutte le procure della Toscana hanno da oggi a disposizione un centro di genetica forense attrezzato come punto di riferimento per le loro indagini. Si tratta del laboratorio della struttura di Diagnostica genetica di Careggi che è diventato un polo di sviluppo delle metodiche per le analisi del Dna forense. L’accordo è contenuto in un protocollo che è stato firmato oggi a Firenze dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, dal direttore generale di Careggi, Monica Calamai, dall’avvocato generale Francesco D’Andrea per la procura della Repubblica presso la Corte d’Appello di Firenze e dai rappresentanti di tutte le procure della Toscana: Firenze, Arezzo, Grosseto, Livorno, Lucca, Pisa, Pistoia, Prato e Siena. L’assessore al Diritto alla Salute Luigi Marroni ha fatto gli onori di casa.
Con questo, ovviamente, i magistrati del pubblico ministero non rinunciano al lavoro dei Ris e della polizia scientifica, ma possono contare su un centro di riferimento regionale – come ha detto l’Avvocato Generale – adeguatamente dotato dal punto di vista delle professionalità, del personale e della strumentazione, che ha ottenuto l’accreditamento Iso 17025-2005, ed è quindi considerato quale standard internazionale dall’organizzazione europea che raccoglie i laboratori di genetica forense. E’ una struttura – ha aggiunto – disponibile nelle 24 ore, che può essere utilizzata anche dagli altri uffici giudiziari non necessariamente del settore penale, come il tribunale civile e quello per i minorenni. Essa, inoltre, come ha rilevato il procuratore della Repubblica di Firenze Giuseppe Creazzo, ha già dimostrato efficienza e capacità nel territorio fiorentino.
Nell’introdurre la cerimonia della firma, Marroni ha sottolineato l’importanza dell’accordo “dal punto di vista istituzionale, dal punto di vista della introduzione nelle indagini procedure e standardizzazioni, abbattendo i tempi nel flusso delle analisi e dei dati nella prospettiva della creazione di una banca dati richiesta dalle direttive europee”. In particolare il presidente Rossi ha messo in evidenza come l’accordo si inquadri in una collaborazione con la magistratura che ha avuto ottimi risultati con il protocollo di Prato per la tutela della sicurezza sui posti di lavoro. Da parte loro i magistrati hanno avuto parole di apprezzamento per i programmi regionali che hanno contribuito quasi “alla sopravvivenza” degli uffici falcidiati dai tagli di bilancio soprattutto grazie a GiovaniSì’ e Servizio civile: “La Toscana è una delle poche Regioni che aiuta gli uffici giudiziari”.
Al protocollo è allegata una convenzione tra Careggi e le Procure toscane, nella quale si parla di: analisi volte alla identificazione della natura e della specie di appartenenza di campioni biologici; analisi individuali di campioni biologici o su cadaveri sconosciuti per la caratterizzazione di Dna compatibile con gli standard Enfsi; determinare il profilo genetico di campioni biologici di soggetti indagati da far affluire nella istituenda Banca dati forense del Dna; consulenze, programmate o a chiamata di biologi dirigenti specializzati in genetica medica o biochimica clinica.