Una corona per gli ebrei reggiani deportati nei campi di concentramento è stata deposta alla Sinagoga di Reggio Emilia, nella Giornata della Memoria. I loro nomi sono Ada Corinaldi, Bice Corinaldi, Olga Corinaldi, Lucia Finzi, Lina Jacchia Melli, Benedetto Melli, Beatrice Ravà Rietti, Ilma Rietti, Jole Rietti e Oreste Sinigaglia. In loro ricordo e a ricordo dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz il 27 gennaio di 68 anni fa, quando prese forma nella consapevolezza collettiva la dimensione dello sterminio degli ebrei, si è tenuta in seguito un’iniziativa di riflessione sul tema della Shoah e degli eccidi nazisti.
Lo spunto è stato dato dalla presentazione del libro di Giambattista Zampieri “Giuseppe Dossetti. La storia, la croce, la Shoah” in cui emerge il pensiero del monaco che fondò la propria comunità proprio nei luoghi di un eccidio nazista, Monte Sole. Dopo la recita del Salmo 10 da parte di Joel Bemporad consigliere della Comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia, presente insieme ad Alberta Sacerdoti, il saluto dell’assessore alla Cultura Giovanni Catellani e del presidente del Consiglio provinciale Gianluca Chierici all’interno della sinagoga, dove è allestita la mostra realizzata da Istoreco sui giusti albanesi e musulmani che salvarono ebrei dalla persecuzione.
“La giornata di oggi è stata istituita dall’Unione Europea – ha affermato Catellani – per ricordare la rifondazione dell’Europa sull’antifascismo, l’antinazismo, l’antitotalitarismo. La giornata dei lumi contro la notte. Una giornata che ci parla quindi di mondo globale, di dialogo tra le culture e le religioni, in cui si deve parlare di politica, di religione e di antropologia, perché la Shoah ha rappresentato una cesura nella nostra storia. È proprio in questa chiave che oggi siamo qui, riscoprendo la parte fondamentale e meno nota di Giuseppe Dossetti, illustre reggiano di cui ricorre il centenario della nascita il 13 febbraio prossimo. Il suo sguardo sulla seconda guerra mondiale si ritrova anche nei principi fondanti della Costituzione italiana che Dossetti contribuì a scrivere, così come nel suo contributo al Concilio II dove si trova il desiderio di pace e di fratellanza tra le culture e le religioni”. Chierici ha ricordato che anche oggi ci siano “fratelli che si battono contro regimi antidemocratici, violenti, disattenti ai deboli” e che nella Shoah c’è il monito “che il rispetto dei diritti e della libertà anche oggi non si può dare per scontato”. Nello stesso tempo, ha ricordato come davanti all’orrore delle leggi razziali e delle deportazioni, non vadano comunque dimenticati “i tanti giusti che hanno aiutato gli ebrei perseguitati e salvato l’onore dell’Italia”.
Mirco Carrattieri, presidente di Istoreco, ha introdotto i relatori dell’incontro, lo storico Alberto Mandreoli, don Athos Righi, successore di Dossetti alla guida della Piccola Famiglia dell’Annunziata, oltre a Zampieri che ha basato la sua ricerca sul famoso saggio che Dossetti scrisse per il libro di Luciano Gherardi “Le querce di Monte Sole” del 1986. Don Athos Righi ha ricordato come due delle tre comunità della Piccola Famiglia siano presenti in Giordania e in territorio Palestinese, per espressa volontà di Dossetti, con l’intento “di vicinanza e di ascolto profondo, e di rendere possibile una scuola di pace” in zone tormentate della terra. Stessa analogia per cui, per il “silenzio orante” della sua comunità, Dossetti scelse Monte Sole, un monte tra due fiumi dove tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 le SS guidate sui luoghi dai fascisti italiani di Salò fecero strage di oltre 800 persone. La presenza della comunità dossettiana in quel luogo è “presenza silenziosa, di vita attenta e non di parte”. Di ritorno dalla Giordania, don Righi ha ricordato come anche oggi ci sia nel mondo “troppo dolore, troppo sangue, troppa violenza, come in Siria”.
Mandreoli ha spiegato come Dossetti avesse individuato parallelismi nella Shoah e nelle stragi naziste quali quella di Monte Sole. “A Monte Sole avvenne l’inimmaginabile – ha raccontato – si verificò lo schema della guerra totale, con l’intento di sterminare una intera comunità, uomini, donne, vecchi e bambini. Dossetti ci propone la chiave di lettura dell’ateismo assertivo, cioè di una religione idolatrica che, dopo aver annientato la personalità dei singoli, li educa a consegnare la propria coscienza al regime, manipolando talmente gli uomini dal renderli asservite al male”. Un’altra interpretazione originale del monaco, che aveva viaggiato molto in India, dove aveva studiato l’induismo “era quella del delitto castale, il delitto sul piano metafisico, il delitto della negazione dell’umanità”.
Zampieri ha affrontato la lettura del credente Dossetti rispetto ai silenzi della Chiesa e rispetto alla domanda sul silenzio di Dio ad Auschwitz. Obbediente alla Chiesa ma severo nelle sue analisi, Dossetti riconosceva come Pio XII non avesse proseguito sulle orme di Pio XI e come le condanne al nazismo fossero state sporadiche e isolate. Per questo invoca una memoria “lucida e trasparente” di ciò che è stato e “abiti e comportamenti virtuosi per il presente”. Rispetto al “silenzio di Dio” ad Auschwitz la sua risposta va nella direzione della teologia della Croce, in parallelo a quella di Eli Wiesel in una delle pagine più famose de “La Notte”, quando alla domanda dove fosse Dio all’impiccagione di un prigioniero bambino si risponde “Dio è su quella forca”. “Non è una de-ebraicizzazione della Shoah – spiega Zampieri – ma l’unica risposta che da credente si può dare”.
L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con Comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia. Il programma di eventi per il ‘Giorno della Memoria’, sono stati promossi da Comune e Provincia, forti dell’ausilio di un Comitato per le celebrazioni: ne fanno parte Anpi, Alpi-Apc, Anppia, Associazioni Combattentistiche e d’Arma, Cgil, Cisl, Uil, Comitato democratico costituzionale, Comunità Ebraica di Modena e Reggio Emilia, Istituto Alcide Cervi, Istoreco e Ufficio Scolastico provinciale di Reggio Emilia. Ne sono promotori anche Asd Polisportiva Zelig, Associazione 5T, Circolo culturale il Crostolo, Forum provinciale delle donne, Istituto Superiore di Studi Musicali “Peri-Merulo”, Teatro del Cigno e Teatro ReGiò.