Firenze – Rabbia, frustrazione, qualcuno si dichiara offeso. Scatena un’ondata non proprio positiva, la determinazione dirigenziale (DD) 4495 del 20 giugno 2016, fra i dipendenti “semplici” del Comune di Firenze: col provvedimento infatti l’amministrazione comunale apre un (ulteriore) bando per il conferimento di “7 posizione organizzative” quelle denominate in linguaggio “tecnico” P.O., che sono posizioni apicali.
“Mentre cala il numero del personale dipendente, cresce invece quello delle P.O. – si legge nella nota diffusa in merito dalle Rsu comunali – vogliamo qui ricordare che le risorse del fondo sono destinate a tutto il personale e non possono invece essere destinate a piacimento dell’Amministrazione”.
Insomma, come commenta Stefano Cecchi, Usb, “si tratta di un ulteriore atto di disprezzo verso i propri dipendenti”. Ed ecco il motivo: il bando si pone in una fase “in cui per i 4.000 dipendenti si prospettano, per il 2014, venti euro di produttività, e per il 2015 circa 200-250€, mentre anche nel fondo 2016 “il piatto piange”. In questa situazione, 2 milioni di euro per le P.O. sono troppi!”.
“Questa scelta dell’Amministrazione che non è motivata da “bisogni organizzativi” – si legge ancora nella nota – colpisce tutti i lavoratori e le lavoratrici dell’Ente, che per altro negli ultimi 6 anni hanno subito una forte decurtazione del proprio salario accessorio”.
Cosa si aspetterebbero dunque i dipendenti dall’amministrazione? “Un’amministrazione “seria” invece di fare questi provvedimenti, dovrebbe cercare di dare risposte serie e concrete alle vertenze aperte all’interno dell’ente, nonché investire risorse per garantire i servizi, invece di cederli a terzi, e dovrebbe inoltre ricercare, anche per il personale del comparto, tutte le risorse necessarie affinché venga ricostituito in modo equo e serio il fondo per il salario accessorio”.
Se queste sono le premesse “indispensabili”, ecco le proposte dell’Rsu, portate anche al tavolo della trattativa: “Chiediamo una revisione complessiva delle P.O., invitiamo pertanto a sospendere immediatamente i provvedimenti in atto e a riaprire con la massima sollecitudine il tavolo del confronto”.