Imprese in Toscana, chiudono di meno ma falliscono di più

I dati emersi dal rapporto trimestrale di Unioncamere sullo stato di salute del tessuto economico imprenditoriale regionale mette davanti a una duplice realtà: se infatti da un lato rallentano le chiusure, crescono tuttavia i fallimenti. Nel primo trimestre dell’anno, infatti, hanno tirato giù la saracinesca 9.827 imprese, oltre a 2.834 unità locali (dato comunque “positivo” in quanto nello stesso periodo del 2013 le chiusure aziendali erano state 1400 in più); nello stesso periodo, tuttavia, si registrano 2.088 aziende entrate in scioglimento e liquidazione (+1,5% su base annua), cui si aggiungono 293 fallimenti (+16,3%) e 88 aperture di concordati fallimentari, preventivi oppure accordi di ristrutturazione debiti per una crescita pari a +33,3%.

Per quanto riguarda i nuovi nati, le nuove iscrizioni ai registri delle Camere di Commercio toscane, secondo i dati forniti dall’indicatore trimestrale di Infocamere, sono state 8.623 (-2,0%, allineato al dato nazionale che fa segnare -2,2%) e 2.417 unità locali. Le nuove attività avviate sono in stragrande maggioranza ditte individuali, che si aggiudicano il 68% delle nuove aperture, società di capitali, pari al 20%. I settori in cui si apre di più sono il commercio, con 2.120 nuove imprese, l’industria, con 1.104, le costruzioni, 1081, servizi alle imprese che totalizza 1042 nuove aperture, il turismo con 756.

E sempre le ditte individuali sono in testa alla “classifica” per quanto riguarda le chiusure, dove totalizzano un 74%. Se si fa il saldo fra imprese iscritte e cessate, troviamo che la differenza è pari a -1204 unità che si traduce in un tasso di crescita a segno meno, – 0,3%. Che, tuttavia, è migliore rispetto allo stesso periodo del 2013, quando il tasso negativo di crescita si attestava sul -0,6%.

Le difficoltà maggiori, registra Infocamere, le incontrano le imprese artigiane, che arrivano a un tasso di crescita negativo di -1%, che si ricava dalla comparazione fra le 2.738 iscrizioni e le 3.886 cessazioni (saldo: – 1.148). Dato che rimane tuttavia migliore rispetto a quello nazionale, -1,2%. Inoltre, un altro calo è sul fronte delle nuove iscrizioni stesse nel corso del primo trimestre 2014, che si realizza anche per quanto riguarda le imprese femminili (-7%) che quelle giovanili, -5,1%.

 

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