Firenze – Dal 1 aprile, come noto, entrano in funzione le nuove tariffe della tassa di soggiorno, ma anche le esenzioni. La modifica è stata portata in consiglio comunale oggi, lunedì 27 marzo, con una delibera dell’assessore Giovanni Bettarini che ha aggiornato il regolamento dell’imposta introducendo l’esenzione per chi accompagna i portatori di handicap e per chi soggiorna per lavoro in città oltre i 7 giorni anche se non consecutivi.
“Abbiamo introdotto alcune novità e aumentato le esenzioni, abbiamo voluto adeguare il regolamento alle nuove esigenze – ha detto Bettarini in aula -. Le modifiche introdotte sono state richieste durante gli incontri con gli operatori del settore per chi soggiorna in città per lavoro e per gli accompagnatori delle persone con handicap, scelte importanti che rivendichiamo”.
Nel dettaglio, grazie alla modifica del regolamento approvata oggi in consiglio si allunga la lista delle esenzioni all’imposta di soggiorno. Viene aggiunta infatti l’esenzione agli accompagnatori dei portatori di handicap, che erano già esenti e ovviamente lo restano, ed è stata introdotta la gratuità ai dipendenti che soggiornano in città per lavoro oltre i 7 giorni non consecutivi (l’imposta è dovuta per loro nel limite di 7 pernottamenti complessivi nell’arco dell’anno solare).
Rimane confermata la gratuità per i minori di 12 anni, le forze dell’ordine, i vigili del fuoco e la protezione civile che dormono in città per servizio, i soggetti che assistono i degenti presso le strutture sanitarie, i pazienti in day hospital, gli studenti iscritti all’università di Firenze e i dipendenti delle strutture ricettive che soggiornano in città per esigenze di lavoro. Si ricorda che la tassa è dovuta da tutti coloro che alloggiano in città in strutture ricettive (comprese le locazioni) per le prime sette notti di permanenza.
Inoltre, il consiglio comunale ha approvato all’unanimità, nella seduta odierna, un emendamento alla delibera sull’imposta di soggiorno presentato dal capogruppo di Fratelli d’Italia Alessandro Draghi. L’emendamento stabilisce l’esenzione dall’imposta per “i soggetti detenuti presso il carcere di Sollicciano che beneficiano di permesso breve o licenza” e “i soggetti ed i volontari che alloggiano in strutture ricettive a seguito di particolari attività di tipo assistenziale non previste nelle altre tipologie esenti e/o provvedimenti adottati da autorità pubbliche, per fronteggiare situazioni di emergenza conseguenti ad eventi calamitosi o per finalità di soccorso umanitario o assistenza sanitaria”. Il consigliere è stato anche èrotagonista di una sorta di flash mob, portando all’assessore al bilanco un albergo di cartone, per invitarlo a “immedesimarsi in chi svolge il lavoro d albergatore”.
In sede di votazione, si è verificato uno “sgarbo” verso la maggioranza, portato a segno dalla consigliera di Italia Viva Barbara Felleca, che si è astenuta.
“L’astensione sulla delibera sull’imposta di soggiorno è un segnale politico per il PD che ha ritenuto di poter intervenire su un tema fortemente politico senza una condivisione, a monte, con l’altra forza di maggioranza – dichiara Felleca nella nota susseguente – evidentemente le ragioni politiche non sono comprensibili per il capogruppo Armentano, e ce ne faremo una ragione. Ma vogliamo ribadire che la maggioranza deve costruire insieme le scelte politiche, ed il tema dell’imposta di soggiorno, che porterà a bilancio un incremento stimato di 20 milioni, è chiaramente un tema fortemente politico rispetto al quale la maggioranza doveva discutere insieme. Ci auguriamo che d’ora in avanti si proceda diversamente, confrontandosi sui temi, altrimenti non ci si stupisca se manca la convergenza in Aula”.
Immediata la replica del capogruppo del Pd Nicola Armentano, con la vicecapogruppo Alessandra Innocenti: “Effettivamente è così, le ragioni dell’astensione della consigliera Felleca sulla delibera che aggiorna il regolamento dell’imposta di soggiorno ci risultano davvero poco comprensibili. Innanzitutto, perché, nonostante continui a parlare degli incrementi, la collega di IV con questa scelta non ha sostenuto l’aggiunta di esenzioni, per chi accompagna i portatori di handicap e per chi soggiorna per lavoro in città oltre i 7 giorni anche se non consecutivi”.
“Le ricordiamo anche che il confronto sulle scelte politiche determinanti per la città non è mai mancato, abbiamo fatto più di un momento di approfondimento anche in questo caso. Poi se invece il punto è cercare visibilità allora evidentemente tutto fa gioco. I costi da sostenere per una città come la nostra relativamente ai flussi turistici sono altissimi, risorse che si aggirano intorno ai 115 milioni di euro, tra manutenzione, decoro, sicurezza pubblica, eventi culturali e fiere, investimenti di vario genere, insomma numeri che superano gli incassi stimati dall’imposta di soggiorno. Con presenze che, per fortuna sicuramente, stanno tornando ai livelli preCovid non possiamo rischiare di far gravare totalmente sui residenti spese di gestione così elevate. Non aumentiamo tasse alle imprese, non aumentiamo l’addizionale Irpef, troviamo giusto chiedere un contributo aggiuntivo e proporzionato a chi visita la città”.
Il punto sull’imposta e la sua natura lo mette Dmitrij Palagi, Spc. Considerando che l’imposta è una tassa di scopo, “i soldi provenienti dalla tassa di soggiorno si possono applicare solo al turismo, come da norma di legge – precisa il consigliere – quindi non si può parlare di compensazione, come aveva ipotizzato il precedente assessore ala cultura, Tommaso Sacchi. Qindi la tassa di soggorno si può usare solo per turismo. La possiamo usare per i servizi bibliotecari se i servizi bibliotecari sono rivolti al turismo; e così via. Ma dal momento che questa è un’obiezione che sta a monte, vogliamo entrare nel merito di un’altro punto, altrettanto importante: non è chiaro l’equilibrio fra costi e benefici rispetto a un modello insostenibile di turismo”.