Nel corso del 2011 la Lucchini s.p.a., società con sede legale a Milano ma con stabilimenti a Piombino (Livorno) aveva presentato ricorso per omologa degli accordi di ristrutturazione del debito al Tribunale fallimentare di Milano. Oggi, 29 febbraio, la corte milanese ha accolto il ricorso della società che opera nel settore siderurgico. Grazie a questa decisione, le banche dovranno posticipare al 31 dicembre 2017 l’esigibilità del credito di 750 milioni di euro che vantano con la società ed intervenire per salvare la Lucchini (che attualmente ha un debito di circa 1.100 milioni di euro) con ulteriori 50 milioni di euro. «È un fatto molto positivo – ha commentato la notizia l’assessore regionale alle Attività produttive, lavoro e formazione, Gianfranco Simoncini – che sia arrivata l’omologa del piano di ristrutturazione del debito della Lucchini. Ora si tratta di portare avanti il processo di risanamento dell’azienda e di ricerca di un nuovo investitore che sia in grado di salvaguardare il patrimonio produttivo ed occupazionale dello stabilimento di Piombino».
29 Febbraio 2012
Il Tribunale fallimentare di Milano accoglie il ricorso della Lucchini di Piombino
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