Nella giornata di ieri, giovedì 27 febbraio, Francesco Schettino è salito nuovamente sulla Costa Concordia. Dopo il naufragio del 13 gennaio 2012, quando aveva deciso di abbandonare la nave che stava colando a picco con ancora dentro centinaia di passeggeri, l’ex capitano della Concordia non era più tornato sulla nave. Schettino è arrivato al Giglio mercoledì sera ed ha trascorso due giorni sull’isola dell’Arcipelago toscano, guardato a vista dai giornalisti. Tante le attenzioni nei suoi confronti da parte delle tv e dei giornali, così come poche sono state quelle riservategli dai Gigliesi, che hanno scelto l’indifferenza nei confronti dell’ex comandante. Solo uno striscione firmato Forza Nuova ha contestato l’arrivo di Schettino sull’isola con la scritta “Comandante vergogna nazionale”.
Il sindaco dell’isola del Giglio, fattosi portavoce dei suoi cittadini, aveva d’altra parte ricordato che “più che i due giorni di Schettino al Giglio sono importanti i due anni dalla tragedia della Concordia”.
Eppure Schettino si è preso tutta la scena. Telecamere puntate su di lui nel momento in cui, con scarso rispetto per le vite (32 più quella di un sub spagnolo) che sono state stroncate dalla Concordia, si è fatto fotografare sulla nave assieme al suo avvocato. Una foto ricordo sul relitto che, non c’è altro da dire, è stata davvero di cattivo gusto.
Schettino è sembrato addirittura irritato con i giornalisti che lo assediavano. “C'è chi ha patteggiato riconoscendo le proprie colpe. Io sono qui ad affrontare un processo e a metterci la faccia”, ha tuonato ai cameramen. L’ex capitano ha spiegato di essere salito a bordo per mettere a disposizione degli inquirenti la sua esperienza di capitano della nave, di modo da fare chiarezza sul naufragio. “Voi giornalisti dovete documentarvi meglio”, ha ribadito Schettino a chi lo incalzava con domande sul naufragio. Il processo è in corso, ha spiegato, e non si deve condannare una persona prima che sia stata giudicata dalla Giustizia.
E non solo Schettino è parso furibondo a causa degli insulti e del pedinamento dei giornalisti. Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha infatti spiegato che, a causa della salita a bordo di Schettino, il processo sul naufragio della Concordia non ha più molto senso. Essendo stati violati i sigilli, ha proseguito Rienzi, “la giustizia ha fallito”.
Intanto Arpat, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana, ha reso noti gli esiti degli ultimi esami condotti sui campionamenti ambientali effettuati al Giglio. Se il report sui campionamenti del 20 febbraio ha fatto riscontrare soltanto una leggera presenza di tensioattivi attorno al relitto, le analisi sui campionamenti del 24 febbraio hanno evidenziato un abbassamento del livello di tensioattivi. In sostanza, negli ultimi giorni, i livelli di inquinamento attorno alla Concordia sono rientrati nei ranghi. I test di tossicità e le misurazioni dei parametri microbiologici e di solventi ed idrocarburi hanno, infatti, fatto registrare livelli del tutto normali.