Firenze – Il sindaco Dario Nardella, interpellato a margine di un incontro avvenuto nella mattinata, rispondendo alle domande dei giornalisti, si toglie qualche sassolino per quanto riguarda la “discoteca” di piazza Santa Croce, vale a dire la manifestazione con tanto di musica, video, bevute, assembramenti senza mascherine tenuta due giorni fa dall’associazione “IoApro”. “La rabbia c’è, ma il problema è anche lavorare perché queste cose non avvengano più. Firenze non si può sfruttare per manifestazioni che hanno poco a che vedere con la situazione che stiamo vivendo. Chi sbaglia paga. Questo deve essere chiaro. Una cosa è protestare legittimamente in modo regolare facendo presente la disperazione e i problemi delle imprese, altra è festeggiare con la discoteca in piazza Santa Croce”.
Infine, sulla gestione dell’ordine pubblico: “Gli agenti delle forze dell’ordine devono anche fare in modo che le regole siano rispettate senza creare situazioni di panico o di scompiglio. Io mi fido della Digos e della Questura: sono loro che si occupano dell’ordine pubblico, e lo fanno con grande professionalità. Sono loro che valutano se si deve intervenire in quel momento o se si interviene dopo facendo delle sanzioni. Perchè quando ci sono migliaia di persone in una piazza cosa si fa, si va con gli idranti? Qualcuno ha detto che non c’erano forze dell’ordine, che non c’era polizia municipale. E’ falso, è una bugia. Invece di una manifestazione politica, come era stato dichiarato, ci siamo invece ritrovati una discoteca a cielo aperto: sono scattate le operazioni per multare e sanzionare chi sbaglia. Io non credo che tanti imprenditori che sono in difficoltà abbiano voglia di bere e festeggiare nelle piazze. Io non credo che la stragrande maggioranza delle imprese si faccia rappresentare in questo modo. I luoghi pubblici si rispettano e le regole si rispettano. Questi hanno inscenato una discoteca all’aperto fregandosene di tutto. Dico ciò per rispetto della stragrande maggioranza dei miei cittadini e delle imprese della mia città che soffrono e quando si lamentano o rivolgono critiche lo fanno sempre rispettando la loro città prima del sindaco e le regole che valgono in essa”.