E’ attesa per le 13.15 la sentenza del processo Eternit di Torino, la più grande causa mai celebrata in Europa per i morti e malati di amianto. Migliaia le vittime tra gli operai che hanno lavorato nei quattro stabilimenti dell’Eternit: Casale Monferrato (Alessandria), Cavagnolo (Torino), Bagnoli (Napoli) e Rubiera, nello stabilimento Icar. L’accusa, rappresentata con il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello e dai sostituti Gianfranco Colace e Sara Panelli, ha individuato nei due imputati gli «effettivi responsabili della società Eternit Spa»: lo svizzero Stephan Schmidheiney, 64 anni, e il barone belga Jean Louis Marie Ghislain De Cartier De Marchienne, 89 anni. Sono accusati di disastro ambientale doloso e di omissione volontaria delle cautele antinfortunistiche nei luoghi di lavoro, in riferimento al periodo dal 1952 al 2008. Per loro, i pm hanno chiesto la condanna a 20 anni di carcere.
Da Reggio ala volta di Torino è partito un pullman dalla Camera del Lavoro con i familiari delle vittime, assistiti dagli avvocati Ernesto D’Andrea e Bruno Pezzarossi. A Torino anche il sindaco di Rubiera, Lorena Baccarani, il consigliere regionale del Pd, Roberta Mori e l’assessore provinciale Antonietta Acerenza.