“ Nabucco è una specie di monumento nazionale, grazie al suo legame con il Risorgimento e al desiderio di ribellione che esprime verso ogni forma di oppressione”. Da questo assunto è partito il regista Leo Muscato nell’ideare le scene e la regia del melodramma verdiano che infiammò gli animi alle soglie delle rivoluzioni del 1848. Il titolo verdiano inaugurerà martedì 21 gennaio la Stagione operistica del Teatro Comunale di Firenze; una produzione ripresa da uno spettacolo del 2012 del Teatro Lirico di Cagliari che ha avuto anche l’onore di ricevere, quell’anno, il premio Abbiati della Critica.
“ Era necessario trovare una cifra estetica che consentisse un’astrazione da qualunque proposito di fedeltà storica, e che allo stesso tempo fosse una sintesi sufficiente a caratterizzare la differenza fra un popolo conquistatore e un altro costretto ai lavori forzati” , dice ancora il regista. All’interno di uno spettacolo di impianto classico si sono mantenute le forme degli abiti tradizionali – molti dei quali conservano ancora oggi lo stesso carattere che avevano 2500 anni fa – e per rimanere il più fedeli possibile all’atmosfera verdiana ogni monumentalità decorativa è stata bandita dallo spettacolo. Solo la luce caratterizza il tempo e lo spirito dei due diversi popoli e dei loro destini. La dimensione del popolo ebraico si tinge di scuro, rischiarata solo dalbfuoco, segno della rappresentazione divina. Il mondo babilonese, invece, ostenta un’opulenza che però non è mai fine a se stessa nella dimensione del perdono e della riconciliazione finale.
Una novità consiste nella partizione del dramma che non è diviso in atti, come da tradizione, ma in sezioni, ciascuna accompagnata da un titolo tratto da testi del Vecchio Testamento. La regia alterna a momenti di azione frenetica e compulsiva, oasi statiche in cui, come suggerisce la musica, l’azione si blocca improvvisamente, lasciando spazio e tempo ai pensieri sospesi dei personaggi, che vengo isolati all’interno di quadri la cui immobilità cita i tableaux vivants.
L’opera, che mancava da Firenze da 37 anni, verrà eseguita dall’Orchestra e dal Coro del Maggio Musicale Fiorentino sotto la direzione di Renato Palumbo. Gli interpreti principali sono: Nabucco Dalibor Jenis e Leo Nucci (nelle repliche del 26, 30), Ismaele, Luciano Ganci, Zaccaria Riccardo Zanellato e Raymond Aceto (24, 28, 31), Abigaille Anna Pirozzi e Anna Markarova (24, 28, 31), Fenena Annalisa Stroppa, Rossana Rinaldi (24, 31).