Il Nabucco apre la Stagione 2014 del Teatro Comunale.

“ Nabucco è  una specie di monumento nazionale, grazie al suo legame con il Risorgimento e al desiderio di ribellione che esprime verso ogni forma di oppressione”. Da questo assunto è partito il regista Leo Muscato  nell’ideare le scene e la regia del  melodramma verdiano che infiammò gli animi alle soglie delle rivoluzioni del 1848. Il titolo verdiano inaugurerà martedì 21 gennaio la Stagione operistica del Teatro Comunale di Firenze; una produzione  ripresa da uno spettacolo del 2012 del Teatro Lirico di Cagliari che ha avuto anche l’onore di ricevere, quell’anno,  il premio Abbiati della Critica.
“ Era necessario trovare una cifra estetica che consentisse un’astrazione da qualunque proposito di fedeltà storica, e che allo stesso tempo fosse una sintesi sufficiente a caratterizzare la differenza fra un popolo conquistatore e un altro costretto ai lavori forzati” , dice ancora il regista. All’interno di uno spettacolo di impianto classico si sono mantenute  le forme degli abiti tradizionali – molti dei quali conservano ancora oggi lo stesso carattere che avevano 2500 anni fa  – e  per rimanere il più fedeli possibile all’atmosfera verdiana  ogni monumentalità decorativa è stata bandita dallo spettacolo.  Solo la luce caratterizza il tempo e lo spirito dei due diversi popoli e dei loro destini. La dimensione del popolo  ebraico si tinge di  scuro, rischiarata solo  dalbfuoco, segno della rappresentazione  divina. Il mondo  babilonese, invece, ostenta un’opulenza che però non è mai fine a se stessa nella dimensione del perdono e della riconciliazione finale.
Una novità consiste nella partizione del dramma che   non è diviso in atti, come da tradizione,  ma in sezioni, ciascuna accompagnata da  un titolo  tratto da testi del Vecchio Testamento. La regia alterna  a momenti di azione frenetica e compulsiva, oasi  statiche  in cui, come suggerisce la musica, l’azione si blocca improvvisamente, lasciando spazio e tempo ai pensieri sospesi dei personaggi, che  vengo isolati  all’interno di quadri la cui immobilità cita i tableaux vivants.
L’opera, che  mancava da Firenze da 37 anni, verrà eseguita dall’Orchestra e dal Coro del Maggio Musicale Fiorentino sotto la direzione  di Renato Palumbo.  Gli interpreti principali  sono: Nabucco Dalibor Jenis e Leo Nucci (nelle repliche del 26, 30), Ismaele,  Luciano Ganci, Zaccaria Riccardo Zanellato e Raymond Aceto (24, 28, 31), Abigaille Anna Pirozzi e Anna Markarova (24, 28, 31), Fenena Annalisa Stroppa, Rossana Rinaldi (24, 31).


 

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