Quasi 10 milioni di euro di export dalla provincia di Reggio nel 2016 (simil-primato nazionale) con un +2,7% rispetto all’anno precedente, di cui circa il 60% dal settore metalmeccanico
La provincia di Reggio Emilia risulta tra le prime province esportatrici a livello nazionale. Nel 2016 le esportazioni sono state pari a 9,506 milioni di euro, con un +2,7% rispetto al 2015 e +11,3% rispetto al 2008. Un tasso di crescita superiore sia al dato medio regionale (+1,5%), sia a quello nazionale (+1,2%). In valore assoluto le esportazioni della nostra provincia rappresentano il 16,9% di quelle emiliano-romagnole e il 2,3% di quelle nazionali. Reggio Emilia è una delle province italiane a più elevata propensione ad esportare: il 59,4% del valore aggiunto viene esportato (dato 2015).
“Il risultato positivo, emerso dai dati Istat sul commercio estero diffusi nei giorni scorsi, è generato da un sistema produttivo multi-distrettuale fortemente legato alla produzione manifatturiera in senso stretto – commenta Paolo Bucchi, Vicepresidente Unindustria Reggio Emilia con delega all’internazionalizzazione – che, negli ultimi anni, ha saputo trasformarsi e interpretare in modo efficace la globalizzazione.
Il settore rimane il motore dell’economia della provincia reggiana e rappresenta il punto di partenza per avviare un percorso di rilancio locale. Fra i meriti del nuovo manifatturiero va segnalato il passaggio da un’enfasi sulle quantità a una crescente attenzione alla qualità, all’innovazione, alla personalizzazione e al rapporto tra prodotto e servizio. Si sta inoltre delineando un nuovo modo di fare impresa, che diventa più competitivo grazie alle tecnologie del digital manufacturing e che investe in capitale umano innovativo.
Il 2016 ha segnato una svolta per Reggio Emilia con l’avvio di una fase di rilancio registrata da tutti i principali indicatori macroeconomici. La sfida è tuttavia vinta solo da una parte del territorio: in particolare dalle imprese a forte vocazione internazionale. Serve pertanto dare concretezza ai fattori che ancora contraddistinguono la crescita, partendo dalla formazione dei giovani, dalla diffusione nelle imprese delle nuove tecnologie digitali e dall’apertura internazionale che caratterizza le nostre imprese”.
Le esportazioni originano per il 59,4% nel metalmeccanico, con una specializzazione nel ramo della fabbricazione di macchinari e attrezzature (37,0%) e una forte vocazione nel comparto dei prodotti in metallo, che genera il 10,9% dell’export locale. Altra importanti componenti sono rappresentati da: abbigliamento (16,5%), piastrelle in ceramica (11,6%) e prodotti dell’industria alimentare (6,2%). Nel 2016 le importazioni sono state pari a 3.606 milioni di euro: macchinari e apparecchi (16,6%), prodotti in metallo (16,2%), abbigliamento (13,9%) e alimentari (10,7%).
Il saldo della bilancia commerciale provinciale del 2016 è stato positivo per 5.900 milioni di euro. Rimane elevato il rapporto di copertura (export/import) dell’economia locale: ogni 100 euro importati ne vengono esportati 264, ben più della media nazionale. Per quanto riguarda i mercati si mantengono in crescita le esportazioni verso le principali aree avanzate.
Rispetto al 2008 l’export verso l’Unione Europea (63,3% del valore complessivo) è aumentato di +12,1%. Germania e Francia si sono confermati i primi due mercato di riferimento, rispettivamente con il 13,7% e il 12,2%. Al terzo posto si posizionano gli Stati Uniti (7,9%), che hanno fatto registrare +73,2% rispetto ai valori pre-crisi. Tra le aree in via di sviluppo si segnalano esportazioni in decisa crescita verso l’Asia Orientale (+43,2%) e il Medio Orientale (22,4%).