Il governo boccia il ripristino fondo affitti, Cgil e Sunia: “Chi sosterrà le famiglie?”

Firenze – Il governo, con la sua maggioranza, ha votato contro e quindi respinto un ordine del giorno presentato dall’on. Furfaro (Pd) che chiedeva il ripristino del fondo sociale affitti e per la morosità incolpevole. “Così facendo ha votato contro a migliaia di persone – è la posizione di Cgil e Sunia Toscana – che non riusciranno più a pagare l’affitto, sprofondando nello sfratto per morosità. La destra dimostra sempre di più che il suo volto più retrivo è schierato contro i ceti in emergenza sociale”.

“Chi sosterrà queste famiglie – si chiede Laura Grandi del Sunia Toscana – che solo in Toscana sono 20mila? Chi spiegherà agli affittuari che quest’anno non avranno il contributo all’affitto, per pagare i mirabolanti canoni di locazione? Perché non dimentichiamoci mai che se siamo costretti a ‘mendicare’ queste risorse è perché il livello dei prezzi per case in affitto nella nostra regione, come in tutta Italia, è alle stelle, insostenibile per tanti lavoratori e pensionati, sempre più in precarietà abitativa”.

La segretaria regionale del Sunia Laura Grandi

“Questo atto era l’ultima speranza, e invece è stato respinto, in quanto questi contributi secondo la destra sono inutili, a fronte di un piano casa che dovrebbe incentivare l’edilizia pubblica e il social housing – continua Grandi – ma nell’immediato? Molte persone hanno rinnovato vecchi contratti giunti a termine e rinnovati proprio in quanto le famiglie contavano sul contributo. Il meccanismo riguarda in particolare gli anziani, che abitano negli alloggi da trent’anni, e preferiscono mantenere così l’alloggio di una vita. Si tratta di 3mila euro l’anno, che vuol dire anche 4 mensilità. A fronte di ciò, quali sono le soluzioni? Ci informino. E gli amministratori cosa ne pensano? Da parte dell’Anci non ho riscontrato risposte particolarmente deceise. In Toscana arrivavano 20milioni l’anno, che era la metà di quanto serviva. La scelta di togliere di mezzo ogni contributo è del tutto politica, spazzando via l’unico strumento concreto. L’unica soluzione ad ora ci sembra sia quella di creare un fronte comune con le organizzazioni sindacali del lavoro e degli inquilini per riuscire a costituire una massa critica che permetta di rappresentare il numero delle famiglie in precarietà abitativa, che è un numero molto alto”.

Maurizio Brotini, Cgil

“Chi spiegherà il motivo di questa offesa a chi si trova in emergenza abitativa? Forse il ministro Salvini – dice Maurizio Brotini di Cgil Toscana -, che giorni fa aveva chiuso la porta in faccia al rifinanziamento dei fondi, rinviando il problema a un ‘visionario’, parola del ministro stesso, Piano casa. In attesa del programma ‘visionario’ del Ministro Salvini, questo mancato provvedimento rischia di far lievitare gli sfratti in Toscana con la forza pubblica del 30 per cento: si tratta di migliaia di famiglie gettate nella disperazione, che hanno l’unica colpa di non essere abbastanza ricche per pagare i canoni da capogiro della rendita parassitaria”.

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