Il genocidio del popolo armeno e la vigliaccheria del nostro governo

Una riflessione sulla parola “genocidio”
turchia-150413195511
Il volto enigmatico di Sandro Gozi che ritiene “inopportuno” prendere posizione sullo sterminio accertato di un popolo

Ci si chiede con quale faccia se non la loro da una parte il sottosegretario Sandro Gozi, dall’altra il Ministro Paolo Gentiloni riescano a non prendere posizione sull’Olocausto del popolo armeno (il primo popolo, assieme a quello assiro, ad abbracciare il cristianesimo), si calcola tra un milione e 200mila e un milione e mezzo di vittime (in maggioranza donne e bambini) riconosciute ormai da parte della storia, ad opera dei Giovani turchi nei territori dell’Impero ottomano a partire dal 1915. Una strategia di morte da cui avrebbe preso spunto lo stesso Hitler per la soluzione finale verso gli ebrei.

Durante l’esodo forzato molti morirono di stenti e malattie o furono uccisi da guerrieri curdi al servizio degli ottomani. Altri morirono nei campi dove furono confinati. Altri riuscirono a fuggire in Occidente.

Papa Bergoglio è tornato a parlare di “primo genocidio moderno”, perché di questo si tratta, in riferimento ad una delle pagine più agghiaccianti della storia dell’umanità, di certo la più sconosciuta. Nemmeno di fronte allo sterminio etnico-culturale di centinaia di migliaia di persone ed alle parole di un Pontefice, i rappresentanti del nostro Governo sono riusciti ad esprimersi. Gozi in nome di non si sa bene quale ragione di Stato, con una mimica facciale a metà strada tra la Sfinge e la Gioconda, ha balbettato “l’inopportunità che il governo italiano prenda posizione” mentre il ministro Gentiloni più “coraggiosamente”  ritiene “esagerato” il fatto che da Ankara si chiedano provvedimenti sul Pontefice. Ci si rende conto? “Inopportuno”, “esagerato”?

Deir-el-Zoor-crocifissione-di-donne-cristiane-armene
Questa immagine, scattata da un giornalista tedesco e conservata negli archivi del Vaticano, documenta il massacro delle donne cristiane armene nel deserto di Deir ez-Zor – Siria , il 24/04/1915 durante il genocidio da parte dei soldati turchi.

Il genocidio armeno fu riconosciuto, nel 1985, dalla sottocommissione dei diritti umani dell’Onu, e nel 1987 dal Parlamento europeo. I Paesi che riconoscono il genocidio sono 20, tra cui l’Italia, dopo una risoluzione votata dalla Camera nel novembre 2000.

Se i Gozi e Gentiloni di turno non riescono ad avere un posizione netta manco su milioni di morti ammazzati e non trovano nemmeno su questioni così definitive e per certi versi apocalittiche una posizione personale all’interno della loro sacca morale, a vostro avviso, riusciranno mai a risolvere problemi più sfumati e stringenti come il declino irreversibile, politico, etico, economico, del Paese di cui stanno al timone?

Total
0
Condivisioni
Prec.
Prezzi al consumo per famiglie operai e impiegati in aumento

Prezzi al consumo per famiglie operai e impiegati in aumento

Roma – Nel mese di marzo 2015, l’indice nazionale dei prezzi al consumo

Succ.
“Lo spazio delle parole”. Il progetto fotografico di Elisa Modesti in mostra a Cortona dal 18 aprile

“Lo spazio delle parole”. Il progetto fotografico di Elisa Modesti in mostra a Cortona dal 18 aprile

CORTONA – Dal 18 aprile al 3 maggio 2015 il Caffè La Saletta di via

You May Also Like
Total
0
Condividi