

Non si spegne l’eco della polemica sulla “pasta scotta” dopo che una manciata di pakistani aveva protestato nei giorni scorsi davanti alla Prefettura di Reggio per via dei primi piatti, alla mensa gratuita, serviti in qualità di rifugiati, non sempre all’altezza delle attese dei loro palati. Dopo quel sit-in di rivendicazione gastronomica, il mondo politico e associazionistico legato all’assistenza ed al volontariato (per certi versi anche al business) rivolto ai profughi, si era letteralmente diviso in due. Chi, pur con una visione cristiana e “di sinistra” aveva gridato all’ingratitudine e chi, pur partendo dalla stessa visione del mondo, si era adagiato sull’equazione che vuole l’essere più sfortunato e straniero avere sempre e comunque ragione.

La Lega Nord aveva immediatamente cavalcato l’onda chiedendo l’espulsione immediata degli esuli dal palato fine e controlli più serrati sugli extracomunitari che arrivano dalle nostre parti con quelle credenziali, annunciando una manifestazione davanti alla sede del Consorzio “Romero”, di cui la coop Dimora d’Abramo (che gestisce i pakistani con le papille gustative protestatarie) fa appunto parte. Ma sempre per sabato prossimo è attesa una contro-manifestazione di gruppi legati alla sinistra più radicale che invece si è schierata con le richieste culinarie degli ospiti, a partire dai cuochi madrelingua e soprattutto madreforno a spignattare per loro.
Atteso un discreto servizio d’ordine per evitare intemperanze tra le parti.