Il caso BonarettiNomine Agac, questione di trasparenza

La polemica sollevata dal capogruppo del Movimento 5 Stelle Matteo Olivieri

Se formalmente non c’è nulla da eccepire, sulla prassi qualcosa da dire ci sarebbe, almeno sotto l’aspetto non trascurabile della trasparenza. Stiamo parlando della nomina del direttore generale del Comune, Mauro Bonaretti, ad amministratore unico di Agac infrastrutture (la società che detiene la proprietà delle reti idriche di Iren, partecipata al 52% dal Comune). La delibera 136 del 2009 stabilisce i dipendenti comunali che assumono incarichi in società partecipate del Comune devono farlo a titolo gratuito e dopo essere passati al vaglio della Commissione consiliare. Secondo il capogruppo comunale del Movimento 5 Stelle, Matteo Olivieri, la nomina di Bonaretti sarebbe avvenuta in violazione alla delibera “in quanto non è mai stato presentato ai capigruppo, all’inizio dell’anno, l’elenco degli enti, delle aziende e delle istituzioni in cui occorreva designare rappresentanti del Comune”.

“La nomina del direttore generale del Comune di Reggio ad amministratore unico – continua Olivieri – doveva sottostare alla Delibera 136 del 2009, che indirizza il sindaco nelle nomine e nelle designazioni di suoi rappresentanti in enti, aziende e istituzioni. Questo l’oggetto del contendere. Se da un lato l’applicazione di quella delibera impedisce a dipendenti comunali di avere tali incarichi senza passare dalla commissione consiliare di controllo e garanzia, e in tal caso di prestare l’opera a titolo gratuito, dall’altro il Comune di Reggio ha obiettato che la nomina non è del sindaco, ma dell’assemblea dei soci di Agac infrastrutture. Sull’argomento abbiamo richiesto la convocazione dell’apposita commissione, quella di controllo e garanzia, che faccia luce su questo e su altri eventi. Infatti, se da un lato ha suscitato non poca ilarità l’interpretazione del Comune, visto che da solo detiene la maggioranza assoluta di Agac infrastrutture e può fare il bello e cattivo tempo, dall’altro lo Statuto sembra parlare chiaro: 18.1.b Spetta all’Assemblea ordinaria nominare i membri dell’Organo Amministrativo e determinare il numero dei componenti ovvero nominare l’Amministratore Unico”.

Effettivamente su questo punto l’amministrazione si è difesa sostenendo che “il direttore generale del Comune di Reggio Emilia Mauro Bonaretti è stato nominato infatti amministratore unico di Agac Infrastrutture dall?assemblea dei soci e non dal Comune di Reggio: non si tratta quindi dei casi previsti dalla delibera 136”. Verissimo. Però il Comune detiene la maggioranza assoluta della partecipata e da qualunque punto di vista la si voglia vedere è stato lo stesso Comune a volere Bonaretti in quella posizione. Perché allora appendersi a un cavillo per aggirare le delibere che garantiscono un minimo di trasparenza?

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