Prato – Oltre 31 milioni di euro, di cui più di 29 cofinanziati dal PNRR (27.364.112+2.054.939 di adeguamento prezzi),sono i fondi che rischiano di venire tagliati dalla rimodulazione del PNRR presentata dal Governo sempre che non verrà fatta chiarezza con atti concreti.
È questo il timore manifestato oggi durante una conferenza stampa dal Sindaco di Prato Matteo Biffoni : “Oltre alla consueta burocrazia ora il Governo mette in difficoltà i territori con posizioni ondivaghe su un capitolo fondamentale come il Pnrr. Qualunque cosa accada a Prato tireremo dritto, i lavori assegnati andranno avanti. Contiamo che le rassicurazioni e le promesse del Governo adesso diventino impegni concreti e si torni indietro su questa sciagurata ipotesi di cancellazione del fondi”.
Dall’assessore al Coordinamento dei finanziamenti PNRR Giacomo Sbolgi: “Il Governo, oltre che dimostrarsi incapace nel portare in fondo gli impegni presi, prende in giro oltre che i Comuni anche tutti coloro che tanto hanno fatto in questi mesi per portare a termine i progetti e rispettare le scadenze. Non si può usare la mannaia in senso orizzontale e tagliare fuori dai finanziamenti anche lavori già conclusi. Non si può minacciare passi indietro, poi ritrattare, promettere e non dare per certo cosa verrà effettivamente garantito. E non è neanche accettabile un punto interrogativo sul dire “non vi preoccupate vi saranno finanziati attraverso altri capitoli”. Non si governa così, non si possono lasciare da soli i Comuni senza una soluzione”.
Infatti attraverso vari bandi il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza aveva assicurato al Comune di Prato 58 milioni dell’UE suddivisi su 50 progetti. Adesso, rischiano lo stop ben 35 per la valorizzazione del territorio, per la rigenerazione urbana, le infrastrutture di comunità, le scuole e la messa in sicurezza dal rischio idrogeologico. Ad integrazione dei 29 milioni targati PNRR inoltre, erano già stati messi in Bilancio anche 693.524 euro di fondi comunali e 967.984 di fondi regionali.
Ad essere interessati ai tagli potrebbero essere addirittura anche lavori già effettuati e ora in fase di rendicontazione per le quali è stata versata solo la prima tranche del finanziamento, di cui il Governo ora potrebbe pretendere la restituzione.
Nel caso di appalti già aggiudicati, con contratti firmati o in via di imminente aggiudicazione il Comune rischia inoltre di incorrere in un mancato finanziamento e conseguente accollamento a carico esclusivo del Comune per 4milioni e 756.292 di euro per l’esattezza. Lo stesso esito potrebbero avere anche i lavori attualmente in corso per 1,4 milioni per la messa in sicurezza di diverse strade. Inoltre già concluse 22 procedure di gara per 19.199.000 euro; in bilico la Ciclovia del Sole Verona-Firenze per 3.177.622 euro in corso di progettazione esecutiva, e tre gare per 815mila euro.
Oltre la riqualificazione energetica del Polo Campolmi, Biblioteca Lazzerini e Museo del Tessuto, per 210mila euro da finanziare nel 2024. Il Comune di Prato è stato una delle poche istituzioni ad essere in linea con la rigida tabella di marcia imposta dall’UE per accedere ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che obbligava le Amministrazioni proponenti ad arrivare alla conclusione dei lavori e alla rendicontazione entro il 30 giugno 2026, attuando verifiche semestrali della Commissione europea sul conseguimento delle scadenze.
Un lavoro complesso, affrontato dall’Amministrazione pratese con impegno e puntualità per non perdere i finanziamenti europei e riuscire ad utilizzare le risorse per rinnovare la città attraverso opere pubbliche, servizi, tecnologia, mobilità, scuola,formazione, sociale e cultura. Non a caso il Comune aveva creato già dal 2021 una cabina di regia per il PNRR,che ha permesso di arrivare a elaborare 50 progetti su un arco pluriennale, con forte accelerazione proprio negli ultimi sei mesi per gare e lavori in osservanza dei termini di legge.
In foto il sondaco Matteo Biffoni