Ribadiamo: allo scoccare dei due mesi che ci separano dalle elezioni, la campagna elettorale non decolla. Nessun big all’orizzonte (non è detto sia una iattura), nessuno scontro al vetriolo, di quelli che caratterizzavano i dibattiti Dc-Pci. D’accordo, non è necessario discettare dei massimi sistemi, ma ridurre tutto al parcheggio interrato sì, parcheggio interrato no, è troppo riduttivo. Visti i recenti fatti di cronaca, qualcuno almeno è tornato a richiamare come centrale il tema della sicurezza.
Al momento la battaglia si è spostata dai contenuti e dalle differenze politiche (ammesso e non concesso che esistano), agli slogan minimalisti da 3 per 2 del Conad. Complici gli staff dei nostri aspiranti primi cittadini; poco ferrati sui contenuti politologici, molto più avvezzi a smanettare e cinguettare sui social network nel disperato tentativo di stare al passo coi tempi di un’immagine rapidamente mutevole. Cogliendo dalla campagna reggiana solo gli echi delle grandi pubblicità delle capitali europee. E il risultato sono sintesi iconiche che a volte sfiorano l’ilarità.
Fate caso per esempio all’incredibile assonanza tra lo slogan del candidato Pd Luca Vecchi, “Con Luca vince la città” e il semplice nome e cognome del candidato leghista Gianluca Vinci. La cosa potrebbe ingenerare un po’ di confusione specialmente se li vedessimo molto vicino negli appositi spazi di affissione:
La fotografia scelta da “Grande Reggio – Progetto Reggio” per immortalare il volto di Cinzia Rubertelli (la cui vita e i cui ambienti sono ben lontani dal gioco che stiamo riproducendo) ricorda invece in modo impressionante la ragazzina posseduta del film “L’esorcista”. in questo caso l’effetto grafico potrebbe essere il seguente:
I manifesti elettorali del candidato consigliere di Forza Italia Giuseppe Pagliani non risentono dell’evoluzione cartellonistica degli ultimi tempi ed anche le didascalie sembrano all’insegna della nostalgia. Abbiamo giocato coi termini apposti sul manifesto dell’esponente di centrodestra, richiamando in crasi un sentimento caro all’humus di provenienza:
Si è discusso sulla scelta del movimento 5 stelle di non palesare il viso del candidato Norberto Vaccari limitandosi al logo grillino; una scelta impersonale ma che si concentra sulla presunte compattezza e idealità del movimento. E se Vaccari alla fine, colto da un rigurgito di eccessivo amor proprio passasse da quello a questo manifesto?
Infine la candidata del centrodestra ma “civica” Donatella Prampolini dalle straordinarie attitudini culinarie, come recentemente dimostrato alla stampa nella sua villa di Montericco. In onore alla propensione della mancata chef e per una caratterizzazione il più possibile mangereccia (una dimensione a cui i reggiani sono particolarmente sensibili), il suo manifesto elettorale sarebbe così graficamente più accattivante:
Non trovate che basterebbe davvero poco per fare meglio dei professionisti, diciamo così, dell’immagine?




