I bambini di Grosseto in visita all’Archivio di Stato

Grosseto – I bambini della Scuola d’Infanzia di via Mazzini, sezione dei grandi, giorno 6 dicembre hanno potuto beneficiare di un’uscita e una visita speciale presso l’Archivio di Stato di Grosseto, situato in piazza Socci nel centro storico. La sezione, appartenente all’Istituto Comprensivo Grosseto 2 guidato dalla dirigente Maria Teresa Sartiani, ha ottenuto il “permesso speciale” della direttrice Eloisa Azzaro di recarsi fisicamente presso la struttura, sebbene generalmente questo tipo di visite vengano autorizzate solo riguardo scolaresche più adulte.

In questo caso è stata fatta un’eccezione, allestendo un prototipo ad hoc che farà da trampolino di lancio per altre iniziative che non mancheranno di essere inserite nel carnet delle proposte culturali e didattiche dell’Archivio di Grosseto.  “Il concetto di archivio è difficile da trasmettere. Veicolarlo come una semplice raccolta di libroni, è fuorviante e sbagliato”, dichiara la direttrice Azzaro. “L’Archivio non è una biblioteca. Gli archivi non sono contenitori per libri. Il concetto è quello della produzione documentaria di un ufficio, e trasmettere correttamente questo aspetto a bambini così piccoli è difficile.”

Per tale motivo è stato necessario preparare i piccoli alunni con attività scolastiche mirate, relative al concetto di Beni Culturali e alla conoscenza di Archivio inteso come struttura di valenza statale. Per fornire una presentazione corredata di significazione autonoma, sono stati visionati in anteprima alcuni depositi di documenti raccolti nei magazzini archivistici della scuola stessa di loro appartenenza, e sono state proposte in classe attività di “raccolta documentale” dei propri disegni da parte delle maestre Tindara, Barbara, Martina e Anna.

Con grande sorpresa, i bambini hanno compreso senza difficoltà l’idea di cos’è un “vincolo”, poiché periodicamente e annualmente vengono loro consegnati i dossier con i propri lavori, raccolti insieme sia per argomenti trattati in aula, sia per nome di appartenenza di ognuno di loro. La loro esperienza personale, ha agevolato la corretta interpretazione di tale concetto e li ha motivati e incuriositi a proseguire questo percorso di apprendimento.

Dopo la fase preparatoria, sono stati quindi condotti presso l’Archivio, attesi dalla direttrice Eloisa Azzaro e da parte dello staff che è attualmente composto da Eleonora, Monica, Maria, Massimo, Alessandro, Elena e Marco. In sede hanno potuto conoscere le sale di accesso al pubblico, il front office, la sala conferenze. Si sono approcciati timidamente anche ai sistemi di conservazione, tutela e valorizzazione di documenti del patrimonio storico archivistico, caratterizzati dal vincolo (mappe, documenti, lettere, raccolte normative, ecc.). Poichè non si trattava di un gruppo numeroso, è stato possibile mostrare loro i depositi e le scaffalature, allargabili tramite manovelle, permettendo a tutti di toccare alcune unità archivistiche in vera pergamena.

Di ritorno dal tour, nella sala espositiva hanno potuto visionare una mappa antica del centro storico di Grosseto, stesa in piano e restaurata, e un’altra rilegata all’interno di un grosso registro, colorata di verde all’esterno delle mura medicee, e di rosa all’interno. Tra i materiali proposti, i bambini hanno riconosciuto anche lo stemma del comune di Grosseto con il Grifone, già analizzato ed elaborato graficamente nell’anno precedente durante altri percorsi didattici. Grazie all’osservazione diretta dei materiali proposti, hanno potuto capire che “i grossi libri” degli Archivi non sono quelli di magia che si vedono nei cartoni animati, ma sono documenti e carte sciolte che consentono ricerca e progetti di documentazione, raccolte di leggi per governare una città, registri di entrate e uscite economiche, atti di fondazione o di donazioni.

Alcune relazioni con differenti tipologie calligrafiche, studiate da una disciplina dal nome strano, la paleografia, sono state osservate da vicino, suscitando altrettanto interesse. Infine, gli alunni e le maestre hanno visionato alcuni filmati, apprendendo attraverso i linguaggi digitali l’effettiva funzione di un Archivio statale, cosa sono le bolle, le buste, le legature, gli inventari, e come i fruitori di questo servizio culturale hanno la possibilità di consultare tutto ciò attraverso le guide e gli inventari.

I bambini hanno anche scoperto che i faldoni, i disegni, i filmati e le mappe contenuti in tutto l’edificio di Grosseto, se messi in sequenza ricoprono una lunghezza dal centro storico a Roselle, e se pesati, equivalgono a due balenottere azzurre. Al ritorno in aula, tramite le conoscenze acquisite, è stato possibile proseguire un percorso di ulteriore avvicinamento e conoscenza al sistema archivistico. L’apprendimento collocato in luoghi informali e in spazi dinamici quali siti culturali, strade, piazze, luoghi istituzionali, quando riesce nell’intento di sollecitare i fruitori di tutte le età a livello intellettivo, sensoriale ed emozionale, mescolando adeguatamente conoscenze con momenti ricreativi e divulgativi, risulta un’esperienza educativa risonante, immersiva e performante.

Proprio per questo gli alunni che hanno beneficiato di questa esperienza unica, non essendo monadi ma portatori di valori tangibili, intangibili e universali, hanno avuto la possibilità di effettuare un’esperienza privilegiata a tutto tondo, lasciando al contempo un segno di sé anche nella storia documentale di Stato. Le tracce del loro passaggio, consegnate come fascicolo con i loro disegni e i loro nomi alla direttrice dell’Archivio, saranno documenti storici rappresentativi del loro cronosistema e del loro ecosistema sociale (Bronfenbrenner, “Teoria ecologica” a cerchi concentrici) che gli studiosi e i discendenti familiari ritroveranno un domani catalogati e sistemati con cura nei depositi, tra tutti gli altri faldoni. Un gesto altamente significativo che ha consegnato il piccolo gruppo di scolari alla storia documentaristica e archivistica di Grosseto e d’Italia.

Tìndara Rasi

docente, giornalista e referente alla comunicazione per ICGR2

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