Silenzio assoluto da Iren che pochi giorni fa aveva presentato un bilancio con poche luci e molte ombre e ribadito l’importanza del cantiere dell’inceneritore di Parma. Orbene, su quel cantiere grava una richiesta di sequestro preventivo ad opera della Magistratura che ipotizza i reati di abuso d’ufficio e abuso edilizio indagando una decina di persone tra amministratori e funzionari della multiutility anche se ufficialmente ai piani alti del cuore amministrativo della società, via Nubi di Magellano non sarebbe arrivato alcun avviso di garanzia. Per la Guardia di Finanza non sarebbe stata indetta alcuna gara pubblica per costruire quell’inceneritore così osteggiato anche dal neosindaco Federico Pizzarotti e già oggetto di una controversia legale poi sbloccata dal Tar che aveva annullato il fermo del cantiere deciso dalla giunta di Parma. Mancherebbero inoltre anche alcune autorizzazioni edilizie, tra cui il pagamento degli oneri di urbanizzazione al comune di Parma. Insomma un gran pasticcio che complica tremendamente l’iter di uscita dalla crisi proclamato da Iren con la volontà di ricucire un rapporto accettabile coi sindaci emiliani. I debiti della multiservizi, il crollo del titolo, gli stipendi d’oro dei super-manager, altri problemi giudiziari al Sud e una cedola risibile ai comuni soci avevano fatto traboccare il vaso di una struttura la cui complessità è ormai criticata a tutti i livelli
1 Settembre 2012
Guai IrenInceneritore: chiesto il sequestrodel cantiere di Parma
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