Firenze – L’assessora Cecilia Del Re salta. L’annuncio è stato dato circa venti minuti fa dal sindaco Dario Nardella, che ne prende le deleghe. Finisce così lo scontro Nardella-Del Re innescato lunedì, dopo che l’assessora aveva riaperto la questione della tramvia fino a piazza Duomo. Solenne tirata di orecchie del primo cittadino a uno dei suoi più prestigiosi assessori, in attesa di una smentita che non arriva che a fine giornata di martedì. Cecilia Del Re, delega all’urbanistica, salta proprio nel momento che sarebbe potuto essere di trionfo, dopo la presentazione del Piano operativo comunale, ovvero lo strumento che disegna la città del futuro, che decide le sorti del tessuto urbano, che rende esplicite scelte e contraddizioni della stessa politica cittadina di governo. Un passo, quello della messa fuori giunta della Del Re, che ovviamente mette in campo la sempre sospettata e sempre citata fedeltà alla nuova linea del Pd inaugurata da Schlein. Dunque, casus belli tramvia al Duomo e scudo verde, colto al volo per disfarsi di una pedina peante, che studia da sindaco ma che si trova in bilico fra Pd e Italia Viva, secondo alcuni, ma addirittura, secondo altri, troppo protagonista di un rapporto intessuto con la sinistra tout court. D’altro canto, il nervosismo di cui sta dando prova il sindaco in questo scorcio di nuova segreteria, avrebbe quache addentellato, ad esempio, nella corsa a Bologna di sostegno a Bonaccini quando ancora le posizioni non erano ancora chiare fatta dall’assessora un attimo prima del sindaco. Insomma pragmatismo da un lato e protagonismo dall’altro, getterebbero in un cono d’ombra le relazioni fra Nardella e assessora “pensante” come è stata definita in qualche gruppo dello stesso Pd. Gruppi che stanno anche pensando di uscire pubblicamente con una nota di sostegno “alla Cecilia”. E perché no, alla “sua” idea (in realtà, dibattito aperto da almeno 15 anni) di portare la tramvia a sfiorare il Duomo.
Insomma le scuse, tardive e tiepide, non sono bastate. ” “Sono molto amareggiato – ha detto il sindaco, davanti ai giornalisti convocati in mattinata – ho preso una decisione molto difficile e sofferta: ho appena firmato il decreto di revoca delle deleghe dell’assessore, deleghe che mi attribuirò”. In questi mesi, spiega, “ho lavorato” per un piano operativo che fosse “il risultato di un lavoro di squadra” e che comunicasse “sintonia politica e istituzionale. Ma nel giorno stesso della discussione è esplosa una vera e propria bomba politica. Perché ritengo che sulla pedonalizzazione del Duomo non sia ammissibile anche la più piccola ambiguità o incertezza”. Dunque, l’ipotesi rlanciata da Del Re “non è più riproponibile”. Averla ripresa “ha significato aprire un conflitto insanabile”. Ergo, si tratta “di un conclusione per me inevitabile a questo punto”.
Del resto, pensare che una fine politica come Cecilia Del Re ingenuamente scivoli su una banalissima buccia di banana, auspicando per la tramvia di arrivare fino al cuore della città ovvero, presumibilmente, piazza Duomo, sarebbe fare torto alla protagonista, tanto più che il passo indietro e la precisazione giustificativa giunge solo dopo un’intera giornata di silenzio, e molto blandamente parla di fraintendimento delle sue parole e di strumentalizzazione. Una reazione molto soft allo scatto d’ira del sindaco Nardella che precisa in una nota di fuoco: “Non ho intenzione di riaprire con la mia amministrazione il tema del passaggio della tramvia dal Duomo. Quella dell’assessora Del Re è una iniziativa di cui non ero a conoscenza, non condivisa né da me né dalla giunta, e non è presente nel programma di mandato con cui siamo stati eletti, né è prevista nel POC. Questa ipotesi è definitivamente superata dalla pedonalizzazione di Piazza del Duomo e dalla realizzazione in corso della linea VACS che vede in piazza San Marco il cuore dell’accesso della tramvia al centro storico, valorizzando tutta l’area circostante e collocando il nodo di Piazza della Libertà al centro dell’intero sistema tranviario. La linea Vacs, come estensione della T2, serve infatti a garantire il collegamento tra la stazione e il centro storico da nord. Non ci sarebbero del resto le condizioni tecniche, amministrative ed economiche per rimettere in discussione tutte le scelte fatte fino ad ora. Non si torna indietro, si guarda avanti”, ammonisce il sindaco, aggiungendo per maggior chiarezza: “Per questo il sistema tranviario che abbiamo progettato è il cuore del programma elettorale con cui siamo stati eletti e andrà avanti così come è stato pensato”.
E tanto che c’è, il primo cittadino richiama anche un altro concetto, ovvero, quello della collegialità delle decisioni, delle esternazioni dei singoli assessori, prendendo a causa esterna il nodo dello scudo verde su cui Nardella si esprime così: “Quanto allo scudo verde è noto a tutti che questa soluzione non comporterà pagamento di pedaggi secondo le nostre previsioni ma servirà esclusivamente al monitoraggio del traffico e al controllo dei veicoli inquinanti a cui non è consentito circolare secondo la legge. Di questo progetto se ne occupano gli assessori con deleghe all’ambiente e alla mobilità Andrea Giorgio e Stefano Giorgetti. Su temi così complessi peraltro gli assessori da me scelti sulla base di un principio fiduciario per entrare in giunta sanno che sono chiamati a condividere le riflessioni e le dichiarazioni secondo collegialità e per evitare inutili e dannose letture divisive e ad avere un comportamento leale verso il sindaco e il programma di governo della città che siamo chiamati a realizzare e di cui rispondiamo ai cittadini”.
Su queste parole la situazione, nella giornata di ieri, monta come la panna, e le tardive “scuse” dell’assessora non cambiano molto il clima. E per qualcuno, tutto ciò è solo l’antipasto dell’ “effetto Schlein”. Tuttavia, arriva proprio in queste ore la dichiarazione “assolutoria” per Nardella di Emiliano Fossi, neo segretario del Pd regionale e noto seguace della nuova segreteria: “Gli incarichi assegnati dal sindaco agli assessori sono assolutamente fiduciari: sono stato sindaco e so bene che quando viene meno questa fiducia il rapporto é compromesso. Per questo esprimo sostegno all’operato di Dario Nardella. Sono certo che sindaco e partito affronteranno questa situazione nel miglior modo possibile per proseguire l’azione amministrativa”. Ma il vero problema, comunque vadano le cose, è e rimane: al netto del fatto che un’ingenuità così colossale da parte dell’assessora è poco credibile (e se fosse stato un semplice fraintendimento, la precisazione doveva essere immediata), potrebbe essere la spia di movimenti tellurici di riaggiustamento dell’equilibrio dei poteri, oppure, più semplicemente, il risultato di trattative interne o esterne con gli eterni amici-nemici di IV?
Intanto, opposizioni sugli scudi, da destra e sinistra arrivano domande, dubbi, richieste di chiarimenti. Fratelli d’Italia taglia la testa al toro e si chiede se l’esperienza della giunta Nardella non sia giunta al capolinea, mentre Razzanelli, pur approvando la bacchettata sulla tramvia comminata dal sindaco al suo assessore forse più noto (senza nulla togliere alla potentissima assessore al welfare Sara Funaro, del resto entrambe gettonate come concorrenti per la poltrona di primo cittadino), ne invoca “per coerenza” le dimissioni immediate. Lega all’attacco col capogruppo Bussolin che parla di sconfessione pesante “che sa di cacciata dalla Giunta” chiamando in causa anche l’avvento della nuova segretaria del Pd Elly Schlein dichiarando che ormai il “comando” del vapore è in mano ad Andrea Giorgio, “emanazione della Schlein”, ipotesi o verità cui fanno eco Ubaldo Bocci ed Emanuele Cocollini (Gruppo Centro) parlando di giunta allo sbando e di occasione, riferendosi “all’uscita fuori dal coro” dell’assessora Del Re, per “dare una spruzzata di sinistra alla giunta”. Anche se, ricorda velenosamente qualcuno, il Poc presentato dall’assessora sarebbe già stato pesantemente caricato con molti dei punti e delle richieste della gauche e dei comitati.