“Diventa social e aumenta gli affari”. Ne sono convinti alla Var Group di Empoli, azienda in partnership con Ibm e con la responsabilità del marketing e della comunicazione del sotware Lotus per il centro e sud Italia. Ai tempi del web 2.0 fare impresa cambia e allora internet strategies, e-commerce, web marketing, mobile applications e brand identity diventano fondamentali. Per sviluppato la Var Group ha messo in piedi una nuova agenzia di comunicazione digitale, la iMama (Internet Marketing Media Agency), presentata a Firenze nei giorni scorsi durante l'incontro “Lotusphere Comes to You”.
L'iniziativa, rivolta a manager e dirigenti d'azienda, è stata l'occasione anche per lanciare uno sguardo a come saranno organizzate le imprese nel prossimo futuro, a come possono trasformarsi in aziende 2.0 grazie ai nuovi business social network.
Gli esperti di organizzazione aziendale già da tempo ritengono che i tradizionali pilastri su cui si sono basate le aziende fino ad oggi non esistono più. Lo spazio e l'orario di lavoro devono essere ripensati, visto che tablet e smart phone stanno disarticolando le organizzazioni rigide e verticali a favore di aziende capaci di creare una propria rete flessibile e adattabile. Gerarchia e appartenenza lasciano il posto a nuovi strumenti collaborativi, capaci di mettere in comune la conoscenza e di far diventare collega non solo la persona con cui si condivide l'ufficio, ma anche chi, in qualsiasi parte del mondo, abbia le competenze che servono in quel momento.
Secondo la Gartner Incorporation, una delle più importanti compagnie di consulenza nell'information technology, fino ad oggi sono 300mila i tablet di Apple venduti in Italia, mentre nel mondo ne sono già stati acquistati 15 milioni. «Le previsioni dicono che nel 2011 saranno 69 milioni i media tablet distribuiti su tutto il pianeta -aggiunge Lara Catinari, di Var Group- una ascesa inarrestabile, che rappresenta una reale opportunità di rinnovo per l'area business».
Già diverse aziende hanno sposato la logica del business social network, creando veri a propri social network aziendali capaci di connettere in tempo reale la propria rete di dipendenti, clienti, fornitori, consulenti. La Conte of Florence, che ha più di 3mila punti vendita nel mondo e fattura 45milioni di euro all'anno, ha reso disponibile a tutti i propri capi area la propria collezione di abbigliamento da visualizzare su iPad, in qualsiasi punto del mondo essi si trovino. «Così si evita di portarsi dietro strumenti di lavoro obsoleti come i dvd, le pen drive o i tabulati – spiega Stefano Graffeo, responsabile dei sistemi informativi della “Conte of Florence”- anche se abbiamo dovuto fornire a tutti collegamenti protetti per mantenere la sicurezza dei dati».
Un esempio concreto di business social network è stato illustrato grazie all'esperienza della Cooperativa ceramica Imola, che ha creato per i propri soci uno spazio virtuale di collaborazione, conversazione, incontro e scambio, migliorando la partecipazione dei soci alla vita della cooperativa e le modalità di informazione tra soci e consiglio di amministrazione.
Illustrata anche l'esperienza della Love girl, nuovo marchio di accessori per ragazze nel settore fashion. Tutta la rete di vendita è stata dotata di iPad con Order Pad, attraverso il quale l'agente di vendita può facilmente inserire gli ordini usando il tablet come si usa una Playstation portatile, impugnandolo con due mani e dando i comandi con i pollici.
«Un esempio calzante di quello che sta succedendo con il web 2.0 è che i giovani considerano le e-mail uno strumento superato -dice Alessandro Chinnici, consulente Ibm per il social business- non le usano, perché la loro comunicazione passa da social network come Facebook, in cui l'e-mail è solo un mezzo per ricevere notifiche a aggiornamenti. Anche le aziende devono cambiare approccio e superare il concetto di posta elettronica. Serve passare a infrastrutture di condivisione, a tecnologie di collaborazione sociale che permettano di sapere chi sta facendo cosa in qualsiasi momento».
«Si è cominciato a parlare di Enterprise 2.0 da quando ci si è accorti che il terremoto della crisi economica 2008, che ha fatto crollare banche e aziende solidissime, non sarebbe stato riassorbito dal mercato -spiega Giuseppe Leoni di Var Group- occorreva, come dire, ripulire il terreno, ripensare le aziende con criteri antisismici, vale a dire utilizzare le tecnologie per fare business. Dal 2010 in poi, le aziende si sono ristrutturate seguendo quattro principi: focalizzare il settore di business; rafforzare la relazione con i clienti; abbandonare le strutture rigide a favore di quelle multitasking; moltiplicare i sensori per prevenire prima le crisi e adattare l'azienda alle nuove esigenze, ossia condividere tutte le informazioni utili con tutti, dal responsabile delle vendite al magazziniere. Le nuove tecnologie di social business possono consentire questa condivisione».
Secondo Alessandro Mencherini, di iMama, il trend è chiaro: «L'alfabetizzazione digitale è in forte espansione e sempre più utenti andranno su internet per collegarsi ai social network piuttosto che ai tradizionali portali. Social network che devono essere semplici, belli e utili per convincere gli utenti ad utilizzarli. Pertanto, non occorre che un'azienda che vuol diventare social e puntare al web 2.0 debba reinventare la ruota. Deve piuttosto creare il proprio social business e la propria rete di relazioni grazie ad un'infrastruttura social, che renda chiare le cose importanti, che faccia partecipare gli utenti, che renda le proprie applicazioni facilmente accessibili da pc, tablet, smart phone. Questo è l'approccio di iMama: innovare la comunicazioe».