Firenze – Vannacci passeggia, Gavinana risponde. Futuro Nazionale col suo capo si dà convegno in piazza Bartali a Gavinana, per dare lezione di sicurezza a un quartiere ben presidiato da case del popolo, circoli e aggregazioni sociali, fra cui il Centro Popolare Autogestito, da tempo parte del tessuto associativo cittadino e bersaglio degli strali del generale. Ed è proprio il Cpa, con la partecipazione di altre associazioni cittadine, a dar vita, a partire dalle 18.30, al corteo di quartiere in risposta alla “passeggiata identitaria”. Quest’ultima raccoglie circa trecento persone strette attorno al concetto di remigrazione, sicurezza e identità. Ma la risposta che arriva è corale, massiccia e assoluta: in migliaia dicono a Vannacci e ai suoi, no grazie, qui a Firenze ci s’arrangia da soli. I dati, oltre 5mila persone, per gli organizzatori, 10mila. Percorso pieno, gremito. Un fiume di persone. Tant’é vero che Davide Pinelli (Cpa) parlando con Controradio e richiesto del timore di fare da grancassa al generale, ribadisce: “La nostra non è una contromanifestazione, oggi veniamo in piazza a prendere l’agibilità, legittimata da 40 anni di attività e di presenza in questo quartiere”.
La passeggiata identitaria aveva già avuto qualche inghippo dalla mattina, a partire dall’iniziativa denominata “Suona la Martinella, Firenze si ribella”, come recitava il lungo striscione appeso fuori dal Memoriale delle deportazioni, sempre a Gavinana, organizzato da Anpi, Aned, Cgil e Arci, mentre un altro striscione recava scritto “No racism” e “No fascism”. Vi ha partecipato anche la sindaca Sara Funaro la quale ha detto che “Firenze non accetta messaggi di odio” e ha esortato “Vannacci a pesare le parole”. Inoltre, la sindaca è tornata sulla questione del femminicidio, fattispecie negata dal generale (“se ha coraggio, vada a dire le stesse cose che ha detto alle famiglie delle vittime”) mentre l’assessore alla sicurezza Andrea Giorgio ha definito l’iniziativa di Vannacci “non una passeggiata identitaria, ma una pagliacciata identitaria”, mentre il segretario cittadino del Pd Federico Gianassi, dopo aver sottolineato che quella odierna è stata “una contromanifestazione, contro i valori della comunità nei quali crediamo, i valori più profondi della Costituzione e di questa città, libera, democratica e antifascista”, ha definito la passeggiata “tecnicamente, una pagliacciata”. Presente anche l’assessore regionale Nardini e il consigliere comunale Dmitrij Palagi, che, pur plaudendo a “ogni iniziativa antifascista e in difesa della Costituzione”, ha tuttavia ricordato che “le politiche europee di remigrazione, non sono così lontane da Vannacci”.. Non solo: varie sezioni dell’Anpi si sono ritrovate in presidio in piazza Cardinale Della Costa, al monumento che ricorda i caduti di Pian d’Albero, una strage nazifascista che vide cadere 38 persone fra contadini e partigiani, fra cui anche un bambino di 12 anni, impiccato col nonno e il padre. ‘Il fascismo non è un’opinione, è un crimine” e “Unici stranieri, fascisti nei quartieri”, alcuni fra gli striscioni appesi in piazza
Se questa è stata la mattina, il grande corteo popolare che è seguito nel pomeriggio ha riempito le strade del quartiere. Come stabilito nell’assemblea del 13 giugno, che si era tenuta presso il Cpa e a cui avevano partecipato molti cittadini, il corteo è stato tranquillo e colorato, una risposta del quartiere e della città che ha visto la partecipazione di famiglie militanti, residenti, e che ha inviato un segnale chiaro alla politica: se Vannacci passeggia, Firenze risponde. Con la Martinella.