
Monsignor Giacomo Morandi, 56 anni, arcivescovo titolare di Cerveteri, sino al 2017 vicario generale della diocesi di Modena e ad oggi Segretario della Sacra Congregazione per la dottrina della Fede, è il nuovo vescovo eletto della Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla. Da oggi come da decreto pubblicato nel bollettino della Santa Sede, monsignor Massimo Camisasca – dopo 9 anni di missione episcopale – non è più vescovo di Reggio per raggiunti limiti di età. Papa Francesco lo ha nominato Amministratore Apostolico della Diocesi sino all’insediamento del vescovo eletto, che comunque non avverrà prima di due mesi.
L’annuncio oggi alle 12 da parte dello stesso Camisasca al clero reggiano riunito in Cattedrale, a seguito di una convocazione, partita ieri sera, da parte del Vicario generale monsignor Alberto Nicelli. Il quale è stato confermato da Camisasca, insieme ai Vicari episcopali e ai direttori dei servizi della Curia, sino all’arrivo del vescovo Morandi.
Camisasca ha rivolto un commosso discorso di commiato ai sacerdoti, ai fedeli e alle autorità, con il primo pensiero rivolto ai malati, ai carcerati e alle persone abbandonate. “Avevo espresso al Santo Padre – ha detto – il desiderio di nominare in questa diocesi così rilevante e impegnativa un uomo più giovane, pieno di fede, di speranza e di carità: posso dire che il Papa mi ha ascoltato”. Monsignor Morandi, ha aggiunto, “non è affatto estraneo a Reggio Emilia, molti di noi lo hanno conosciuto come insegnante di Sacre Scritture dello Studio teologico interdiocesano dal 1993 al 2015, e come Vicario generale a Modena. E ne conosciamo la profondità teologica, la sapienza, la capacità di accoglienza e l’amabilità del suo tratto”.

Quindi Camisasca ha dato lettura del primo messaggio del Vescovo eletto a reggiani, vergato a Roma nella giornata di ieri, 9 gennaio. Un messaggio ampio, contrassegnato dalla gioia per la nomina a Reggio Emilia e dalla trepidazione per essere all’altezza del compito. Con una citazione dell’apostolo Pietro, Morandi ha già espresso le line guida della sua missione: “Evangelizzare la speranza, che non è semplice ottimismo, ma è la certezza della presenza del Signore accanto a noi. Trasmettere la fiducia e la serenità di chi sa che non è mai solo, neanche nei momenti più difficile, perché gli è vicino l’Emmanuele, il “Dio con noi”. Evangelizzare la speranza è il dono più grande, e questo sempre “con dolcezza, rispetto, e retta coscienza”.