Fotografie “Oltre il buio”

Per il Circuito Off di Fotografie europea, mostra da non perdere alla Libreria del Teatro con gli scatti del 30enne Marco Gargiulo

Inaugurata alla Libreria del Teatro di via Crispi la mostra “Oltre il buio” di Marco Gargiulo, fotografo reggiano classe 1992 che aveva già partecipato – dal 2014 al 2016 – alle edizioni “Speciale 18-25” di Fotografia Europea. Nel 2019 Gargiulo ha presentato la sua prima mostra personale “La Luce giusta”, un progetto/studio sulla luce invertita su oggetti di uso quotidiano: una parte di quel progetto fu poi inserita nel Circuito Off di Fotografia Europea 2021, mentre la mostra di quest’anno riprende il lavoro iniziato nel 2019 estendendo lo studio a numerosi altri oggetti.

“Come fotografo considero la realtà un materiale da prendere, manipolare, distruggere e ricostruire: fotografare significa per me estrapolare dal mondo che conosciamo nuove entità, le quali possono arrivare a discostarsi molto dalla loro origine reale”, ha spiegato Gargiulo: “Le immagini presentate fanno parte dello studio più rappresentativo di questa ricerca: semplici oggetti di uso comune, trasfigurati da una luce invertita, assumono un aspetto nuovo e misterioso, lasciando libero sfogo all’immaginazione dell’osservatore. Un’affascinante evasione dalla staticità del quotidiano, in cui gli oggetti perdono la loro ordinaria identità e si trasformano in altro, trasmettendo emozioni e sensazioni inaspettate”.

Il fotografo Marco Gargiulo

Operando sul negativo dell’immagine, Gargiulo invita l’osservatore a riflettere sulle infinite potenzialità della luce e sull’intrigante estetica degli oggetti più comuni, inducendo lo sguardo ad andare, appunto, “oltre il buio” rappresentato dalla convinzione di conoscere tutto riguardo a ciò che ci circonda quotidianamente. Una riflessione sulla dinamicità del mondo e sulla forza e il coraggio contenuto nell’atto di ricercare continuamente un punto di vista diverso, opponendosi a ogni forma di resistenza che non accetta il nuovo.

La fotografia, in questo modo, “diventa uno strumento attraverso cui indagare e riscoprire sotto una diversa luce ciò che sembrava non avere più nulla di nuovo da comunicarci: una forma espressiva dell’invincibile volontà umana di esplorare, scavando in quei luoghi così tanto vissuti da essere diventati quasi invisibili per chi ci vive”, ha concluso Gargiulo.

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