Prato – Saranno trenta gli ospiti internazionali provenienti da 26 università che arriveranno a Prato domenica 11 maggio, nella sala maggiore del Consiglio comunale di Prato, per i lavori della 56esima settimana di studi della Fondazione Istituto internazionale di Storia Economica Datini. Tema centrale “Gestione del rischio, insolvenza e bancarotta nel mondo premoderno”. I lavori andranno avanti fino al 15 maggio nelle sale del ridotto del Politeama dove i partecipanti, provenienti da tutta Europa ma anche da altre parti del mondo, si confronteranno su realtà scientifiche, anche di stringente attualità suddivise in cinque sessioni: “Concetti, definizioni e considerazioni teoriche”, “Istituzioni: quadri normativi e regolamentari”, “Proprietari terrieri e produttori”, “Mercati e operatori finanziari” e “Pratiche e contenziosi”. Dall’ 11 al 17 maggio, la Fondazione Datini collaborerà con la European School for Training in Economic and Social Historical Research con un seminario avanzato,dal titolo “Finance in History”.
Mentre dal 12 maggio in concomitanza con la settimana dedicata agli approfondimenti, al Museo di Palazzo Pretorio sarà inaugurata la mostra “Lo storico e il mercante. Federigo Melis e Francesco Datini” realizzata dalla Fondazione Istituto Internazionale di Storia Economica Datini in collaborazione con il Pretorio, l’Archivio di Stato pratese, Banca d’Italia, Museo Galileo di Firenze e Unifi.
Un’esposizione curata da Angela Orlandi, direttrice scientifica della Fondazione Datini e professoressa di Economia dell’Università di Firenze, con oggettistica, foto, documenti e filmati. Si potranno ammirare tavolette di argilla con antichi esempi di contabilità, vecchi registri di opifici lanieri,e poi lettere e carteggi vari. Nella mostra sarà allestita una sala video che trametterà il documentario “Francesco Datini da Prato” diretto da Tommaso Santi.
Più di un omaggio dunque che Prato rende a due personalità Melis e Datini, che seppur in a distanza di secoli hanno contribuito con il loro lavoro, di storico il primo, di mercante il secondo, alla valorizzazione della storia economica.
Francesco Datini in un famoso ritratto di Alessandro Allori
Parallelamente l’iniziativa “Prato 50”, con tanti eventi collaterali che coinvolgerà le biblioteche Lazzerini e Roncioniana, poi Lottozzero, Cdse, Archivio di Stato e Laboratorio per l’Affresco di Vainella.
La Sindaca di Prato Ilaria Bugetti nel ringraziare gli organizzatori ha detto, – Sono due importanti e significativi appuntamenti perché ci consentono di approfondire la conoscenza dei processi economici della nostra storia partendo dal prezioso archivio della Fondazione Datini e di continuare a studiare la straordinaria figura del mercante pratese. Esaminare da più punti di vista e con un’impronta di alto valore scientifico gli eventi intercorsi nei secoli passati in ambito bancario, imprenditoriale e in generale economico, ci aiuta anche a leggere il presente e a proiettarci nel futuro”.
Angela Orlandi, curatrice della mostra: “Sono indirettamente una allieva di Federigo Melis e ho beneficiato della sua scuola. Attraverso di lui ho imparato a comprendere l’importanza della storia non solo per gli addetti ai lavori ma per tutti. La storia che ci invia segnali di cui tenere conto. La storia che aiuta a capire quello che siamo, la storia che ci fa conoscere e riconoscere chi è diverso da noi. La storia che ci svela un mondo in cui, tra le mille conflittualità politiche e religiose, gli uomini sapevano anche convivere. Un simbolo che considero rilevante è la lettera esposta in mostra di un mercante giudeo che scriveva in arabo con caratteri ebraici e che teneva rapporti con mercanti cattolici”.
Manuela Fusi, direttrice scientifica del Museo di Palazzo Pretorio: “Per il nostro museo, la mostra «Lo storico e il mercante. Federigo Melis e Francesco Datini» è un’ulteriore occasione per valorizzare la storia della città attraverso un’esposizione fatta di interessanti contenuti, preziosi manufatti e documenti, indicata non solo all’ambito della ricerca, ma anche al pubblico più vasto; intorno alla quale organizzare una serie di iniziative collaterali, ad iniziare dalle visite guidate rivolte anche alle scuole”.
Gianmarco Piacenti presidente della Fondazione Istituto Internazionale di storia economica Datini,- È un momento importante per Prato e anche per noi e per tutti quelli che direttamente o indirettamente si occupano di economia. Sarebbe bello che ci fosse una maggiore rappresentanza di imprenditori e professionisti perché dal passato si impara”.