Firenze – Firenze criminale, ovvero i segnali della città che richiedono attenzione. E’ con una serie di comunicazioni, di cui la prima riguarda il tema già toccato dei fuochi d’artificio “immotivati” che ogni tanto esplodono in città, che la Fondazione Caponnetto intende mettere il punto sulle criticità criminali del tessuto cittadino. Per quanto riguarda il tema specifico, il presidente Salvatore Calleri ha dichiarato: “I fuochi d’artificio rappresentano un simbolo di potenza spesso usato dai gruppi narcocriminali per manifestare la propria potenza sul territorio. È ora di dire no!”.
Fondazione Caponnetto, Calleri: “Fuochi simbolo di mafia, ora basta”
“Il primo capitolo del pecorso cui intendiamo dare vita – continua Calleri – è dedicato ai fuochi di artificio che ogni tanto di notte si sentono, anche in zone centrali e di alta qualità abitativa come Piazza Beccaria, ma non solo”. Il punto è: perché avvengono i fuochi? Secondo quanto emerge, la Fondazione Caponnetto fornisce una spiegazione: perché si segnala l’arrivo della droga o si festeggia qualcosa come la scarcerazione di qualcuno, come avvenuto la sera del 18 dicembre 2020 a Firenze a Porta a Prato.
“La Fondazione Caponnetto ritiene che il fenomeno, che continua in modo incessante, vada stroncato con la necessaria fermezza prima che sia troppo tardi”, conclude la nota.
Foto: il presidente della Fondazione Caponnetto Salvatore Calleri