Firenze – Serata eccezionale martedì 19 luglio al Florence Dance Festival. Al centro del cartellone, “ 1943” coreografia di Marga Nativo con la compagnia di giovani danzatori Flodance 2.0 in residenza al Florence Dance. “Una storia che da tempo volevo raccontare – ha spiegato la coreografa – quella dei giovani soldati strappati alle loro fidanzate e allo famiglie per combattere una guerra che sarebbe finita con una sconfitta senza onore. Anche la mia famiglia ha affrontato questa drammatica esperienza”.
Sette giovani e giovanissimi danzatori (la protagonista ha 17 anni) mettono in scena l’assurdità della guerra, le ferite fisiche e quelle della separazione dagli affetti, lo sgomento e il terrore della morte imminente. La coreografia ha un andamento “cinematografico” e una stupenda colonna sonora (spiccano Glenn Miller e Philip Glass) che affascinerà il pubblico. Immediato il riferimento ai nostri tempi che vedono il ritorno della guerra in Europa e assistono ogni giorno alla tragedia dei giovani ucraini.
Il secondo motivo di interesse è l’esibizione di Andrea Marino in una coreografia di Keith Ferrone sulla musica del pluri-premiato compositore Andrea Portera. Marino, 24 anni siciliano di Bronte, solista del Bayerisches Staarsballett, si è affermato come una delle grandi stelle italiane della danza. A 14 anni grazie a una borsa di studio è entrato nell’Accademia della StaatsOper di Vienna per poi essere chiamato all’Accademia del Principato di Montecarlo.
Nel 2017 il grande balzo in uno dei teatri più importanti d’Europa, la Bayerische Staatsoper. Nonostante a Monaco Andrea svolgesse ogni giorno di più ruoli da solista, la sua ambizione lo ha portato a diventare ballerino del Teatro reale svedese di Stoccolma che nel mondo della danza rappresenta un mito, dove è rimasto due anni.
Nuovamente chiamato quest’anno dal teatro di Monaco di Baviera, come ballerino solista, Marino si esibisce nei teatri europei con un pizzico di nostalgia per l’Italia:”Per un ballerino lavorare in Germania vuol dire esibirsi davanti un pubblico competente – ha dichiarato Marino al giornale La Sicilia -. L’Italia mi manca, ma noi ballerini nel nostro Paese non riusciamo a trovare le certezze e le sicurezze che ci garantisce l’Europa. E triste dirlo, ma è cosi. Mi piacerebbe portare l’arte nel mio Paese, ma non e facile. I teatri chiudono anno dopo anno, mentre in Germania quasi ogni Comune, anche piccolo, ha un’Opera di Stato. In Italia non si va oltre al teatro La Scala di Milano ed il teatro dell’Opera di Rom”.
Completa il programma del 19 luglio la compagnia parigina Cie Rue Serendip di Prunelle Bry e Tristan Bénon che presentano il balletto Pièce de Poche.
Foto: Andrea Marino (foto di Mathias Leidgschwendner)