Da Firenze alla Svezia: in viaggio per di dire di sì

“Lei disse sì” il documentario diretto da Maria Pecchioli verrà presentato in anteprima mondiale alla decima edizione del Biografilm, festival del cinema dedicato alle vite che presenta un’ampia selezione di pellicole documentarie e per la prima volta biopic di finzione che si tiene a Bologna dal 6 al 16 giugno. La proiezione è prevista l’8 giugno (al cinema Lumiere) nella sezione Biografilm Italia.

L’idea del film nasce dal seguitissimo blog di Ingrid e Lorenza “Lei disse si” (www.leidissesi.net) che racconta l’avventura di queste due ragazze fiorentine in viaggio per convolare a giuste nozze. Il documentario dal sottotitolo “La rivoluzione a colpi di bouquets è appena cominciata” racconta il viaggio di Ingrid e Lorenza da Firenze fino in Svezia “perché in Italia due persone dello stesso sesso non possono farlo”.

Per noi è un’occasione molto importante poter presentare questo film in un festival che non sia solo ed esclusivamente GLBT – hanno dichiarato Ingrid e Lorenza – È una grande conquista e speriamo che la partecipazione verso i diritti civili sia sempre maggiore anche in Italia. Il film racconta una storia molto intima, il nostro viaggio verso il matrimonio, ma è anche qualcosa di estremamente collettivo, per la fortuna di avere avuti presenti i nostri amici che hanno creato una grande famiglia allargata.

Il documentario parte dall’inizio della storia di amore tra Lorenza e Ingrid, che vivono insieme da 7 anni, una festa di fidanzamento in Toscana fino alla festa di matrimonio con i loro amici, personaggi incontrati e sullo sfondo un paese, la Svezia. Coinvolgono amici e parenti nella preparazione della cerimonia che si svolgerà proprio durante la festa di mezza estate: il 21 giugno 2013.

Con il documentario “decidono di rendere pubblico il loro giorno più bello, per smuovere le coscienze di un Paese, l’Italia, dove il matrimonio omosessuale non è ancora riconosciuto”. “È una denuncia – dicono le protagoniste del documentario – contro la grave arretratezza italiana in materia di diritti civili, e un modo per indicare la direzione giusta: la strada fino a quella cerimonia nei boschi, a quella famiglia allargata riunita senza pregiudizi attorno alla realtà dell’amore”.

Un film semplice che si ascrive più nel genere del cinema privato piuttosto che in quello più prettamente documentaristico ma che proprio grazie a questa vicinanza con le sue protagoniste riesce a trasmettere un messaggio positivo e intimo. Un messaggio importante che travalica le questioni politiche per diventare semplicemente il racconto del viaggio di due persone innamorate.

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