Fra le motivazioni, oltre al fascino immarcescibile della città, una lode senz’altro sincera al “giovane sindaco di Firenze”, o meglio ai suoi sforzi indefessi per costruire una città abitabile e viva, che mostra le sue ricchezze artistiche e che si dispiega fra gli antichi palazzi, alcuni aperti al pubblico dopo decenni, e ristoranti che hanno abbandonato un certo menù tradizionale sì, ma un po’ stantìo, a vantaggio di sofisticato cibo contemporaneo. Ancora, a esempio del “contemporaneizzatore”, l’articolo cita la sede del Centro di Cultura contemporanea La Strozzina, con la mostra, che si preannuncia splendida, e di sicura attrazione per il pubblico americano (chi può ancora viaggiare, forse gli operai Chrysler visto che loro crescono e noi caliamo) su “Americans in Florence: Sargent and American Impressionists” che apre a Marzo. La sede: un certo Palazzo Strozzi, do you know? Sì, conosciamo, c’era anche prima di Renzi. E il “debutto” della storica maison Gucci col suo Museum allo storico (altri motivi) Palazzo della Mercanzia? Sì, sì, c’era anche quello. Prima. Ancora prima di Gucci, figurarsi. Un momento. Informazioni per informazioni, è molto importante sapere anche che il parco hotel di Firenze è stato nobilitato dall’ingresso dell’ “opulent” (lussuoso) St.Regis Florence, e dal Grand Hotel Villa Cora (spettacolari, a dire il vero). E la una volta pesante scena fiorentina dei bistrot, trattorie ecc. è rinata grazie all’ingresso di nuovi ristoranti meno “pesanti”. Niente di male, certo. Firenze non è solo la città di Leonardo, Michelangelo, Donatello, Benvenuto Cellini. Ma neanche solo di Matteo Renzi il Giovane. Qualcosa c’era anche prima. A proposito, cari colleghi del New York Times, volete che ve lo dica? Sono sicura che a qualche fiorentino verace, questo essere solo al sedicesimo posto, non è garbato mica tanto. Sarà.
11 Gennaio 2012
Firenze fra le 45 mete consigliate dal New York Times per il 2012
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