Fiorentina, una campagna acquisti da incorniciare

Pepito che non si opera e torna per il gran finale della corsa Champions; Borja Valero che accorcia i tempi di recupero e va in panchina a Cagliari; Anderson che sembra perfettamente integrato, anche nell’assecondare la sete di gossip dei media italiani parlando disinvolto della sua presunta omosessualità; Diakité che arriva a rinforzare la difesa; la Viola che prende sui giornali dal 6,5 al 7,5 (un bel “sette più”, come avrebbero detto Cochi e Renato) per la campagna acquisti di gennaio. Ed è proprio questa che mi accingo a commentare, ponendomi il quesito che tutti ci poniamo: dal mercato escono tutte, almeno sulla carta, rinforzate; ma come può cambiare la classifica nella seconda parte del campionato alla luce dei nuovi acquisti?

La Fiorentina ha fatto il suo come meglio non poteva. Ha finalmente un numero uno di riserva, Rosati, con un fisico da portiere e almeno qualche esperienza di serie A; ha un centravanti da Nazionale, che si presenta con la serenità e la disponibilità del campione (e con due reti in due partite!); ha un terzino-stopper, Diakité, che viene dalla Premier League ma che ha già esperienza del calcio italiano e di Lotito, che è come dire “da ora in poi tutto sarà più facile e normale!”; ha una mezzala come Anderson, giovane già con trascorsi d’eccellenza (Porto, Manchester Utd, tutte le Nazionali brasiliane dalle giovanili alla maggiore), con esperienza internazionale, con piede sinistro, che mancava al repertorio del nostro centrocampo, con vocazione offensiva (si è già intravisto dalle due o tre verticalizzazioni che ha fatto nella sua prima apparizione in campionato) e … quattro figli (a rassicurare gli omofobi)! Alla perfezione manca solo Jorginho, che purtroppo ha comprato il Napoli facendo forse, insieme alla Roma con Nainggolan, il colpo di mercato migliore.

Ma qui c’è da fare un’osservazione: la Fiorentina ha completato la rosa, senza privarsi di nessun giocatore da prima squadra (neppure di Wolski, tanto per farmi contento), attenta a tutto quello che le poteva servire nell’immediato. Il Napoli, la nostra rivale più accreditata per il terzo posto, ha preso, sì, Jorginho, che però andrà a sostituire, e forse neanche sempre, Inler; e che dunque ha migliorato notevolmente il suo potenziale e si è costruita un bel pezzo di futuro, ma non ha fatto un salto qualitativo vero e proprio. Jorginho o Inler, nel rendimento della squadra, non costituiscono una differenza così sensibile, come invece potrebbe costituire Anderson in un centrocampo con Pizarro e Borja Valero, o Diakité in una difesa a tre (faccio anche la rima), o Matri in attacco, con o senza Gomez.

Gli altri acquisti del Napoli mi paiono insignificanti, compreso l’ennesimo esterno di difesa, il francese dal Saint-Etienne Ghoulam, e lo stopper brasiliano Enrique (talmente poco à la page, che se clicchi su Wikipedia il suo nome abbinato al Napoli ti viene un viceré del Cinquecento!). Dunque, brava Fiorentina, e più brava del Napoli, con quello che ne potrebbe conseguire. La Roma, invece, diventa inarrivabile, fors’anche per qualche anno, visto il mix di campioni fatti (Nainggolan e Britos) e da fare, ma più che promesse (Paredes, Sanabia e Berisha), che ha comprato.

Resta da commentare l’Inter, che ci incalza in classifica da dietro. Quello di Hernanes è un grande acquisto, che potrà rendere la squadra, dalla tre quarti in su, davvero forte (il trio Alvarez-Hernanes-Palacio con l’optional Milito fa paura, e sicuramente spettacolo). D’Ambrosio, anche se lo avrei voluto a Firenze (dove, ahimè, in passato era stato), non aggiunge gran che e va solo a affollare il parco esterni che è il pallino, e il cruccio, di Mazzarri. La nostra speranza, in prospettiva Europa, è che il centrocampo dell’Inter, con il solo Botta come rinforzo (si fa per dire), continui a mostrare la pochezza che ha mostrato finora. E se le stelle continuano a sorriderci, vedo una Fiorentina sicuramente in Europa (e quello mi pare davvero scontato, data anche la possibilità di accreditarci un posto con la Coppa Italia), e, mi voglio sbilanciare, molto probabilmente al terzo posto. Ma che quello delle stelle sia un vero sorriso, e non l’ennesima smorfia di scherno!

Alessandro Pagnini

Foto: fiorentinanews.com

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