Ora è vera crisi. E meno male che la verità è venuta a galla quando ancora c’è tempo per rimediare a qualcosa, approfittando del mercato di riparazione. Avevo scritto su queste colonne già a settembre che l’acclamazione plebiscitaria della squadra più giovane del campionato, il vanto ostentato dei fiorentini di aver “fregato” la Juventus comprandole a saldo un centravanti migliore di quel “pacco” serbo che le avevamo confezionato tre anni fa, l’orgoglio di essere tornati alla squadra “fatta in casa” (per quel che riguardava soprattutto la difesa), erano come minimo azzardati.
Avevo scritto, e lo riscrivo ora con ancor più convinzione, che non si lasciano andar via Milenkovic, Nico Gonzalez, Bonaventura, Amrabat, Arthur, Castrovilli e ora Quarta (tutti giocatori d’esperienza e di personalità, ma anche di classe pura), senza sostituirli con almeno un equivalente per ruolo. Un centrocampista, un difensore, un attaccante e un “numero dieci” o un esterno di pari valore. E pensavo anche (dato che l’anno prima eravamo stati la squadra che alla fine aveva nelle gambe e nella testa più partite di tutti) che giocatori come Mina, Martin Lopez e Barak, non per il rendimento che avevano fornito ma per la ragione per cui erano stati tenuti in rosa, non potessero essere sostituiti da Moreno, Harder e Rubino! Ammetto anche di aver pensato che con Gudmunsson (addirittura strappato all’Inter!), con Kean e con Pongracic, tre sostituzioni le avessimo azzeccate (a Colpani non ci ho mai creduto). E ammetto pure di aver sottovalutato Bove, che per fortuna invece si è rivelato subito calciatore moderno, infaticabile, tatticamente perfetto e assai più forte fisicamente di quanto il suo peso e le sue misure lasciassero pensare. La sua assenza graverà come un macigno sul nostro campionato, e non crediamo, anche per non gravarlo di troppe aspettative, che Folorunsho possa surrogarlo.
C’è anche un’altra considerazione da fare, che riguarda i tifosi e chi parla e scrive sui media della Fiorentina: a molti vien fatto di inferire che, se siamo peggiorati in modo così vistoso dalle prestazioni offerte quando abbiamo inanellato otto vittorie consecutive con quegli stessi giocatori meno Bove, e se la ragione non può essere la sola assenza di Bove, allora bisogna denunciare anche qualche difetto dell’allenatore. No. Io su questo non transigo. L’allenatore cucina con quello che ha. Qualcuno crede che un centrocampo o una difesa a due o a tre facciano la grande differenza.
Ieri abbiamo visto la Viola contro l’ultima in classifica, tra l’altro ben conosciuta dal nostro Palladino che l’ha allenata fino a pochi mesi fa. Le due squadre erano praticamente disposte a specchio, la Fiorentina per 15-20 minuti ha comandato il gioco, eppure non ha tirato in porta e non è mai stata pericolosa, e non per il centrocampo a due, ma per una trequarti-attacco assolutamente insufficiente. Poi, è vero, le cose sono peggiorate. Bondo e Akpa Akpro sembravano Lobotka e Anguissa della partita con il Napoli. Ma non sarà perché forse sono davvero migliori dei nostri (tra l’altro mi pare di aver letto che Bondo sia nella lista dei nostri desideri) o perché i giocatori di cui disponiamo hanno finito la benzina? Si è mai riflettuto sul fatto che nessuno di loro (Cataldi, Mandragora, Adli, lo stesso Bove, per non dire di Folorunsho) ha mai giocato un campionato intero da titolare? Lo stesso per gli attaccanti, e lo stesso per i difensori. Si pensava che la coppia Comuzzo-Ranieri giocasse sessanta partite al livello delle prime dieci? E siamo fiduciosi che Valentini al posto di Quarta, per non dire di quel Pongracic indegno successore di Milenkovic, possano tranquillamente all’occorrenza far riposare i titolari? E se poi, come pare realistico pensare dopo la partita di ieri, si stanca anche Kean?
Dare la colpa al tecnico è l’alibi dei presidenti! Io sono dell’avviso che quando si assume un allenatore e lo si responsabilizza di un progetto, gli si debba dare fiducia finché non ci sia un’evidenza incontrovertibile che è lui a procurare i danni. E gli si deve consentire di costruire la squadra secondo i suoi principi di gioco. Dunque ora la palla vada alla società. Bisogna prendere giocatori di livello e subito! Non mi sarei fatto scappare Okafor del Milan, secondo me punta ideale accanto a Kean. Altro che Luiz Enrique! Quello certo lo comprerei, ma come si è comprato Richardson. Se gli si desse la responsabilità di salvare la squadra poi ci ritroveremmo un giocatore depresso e svalutato, come in questi ultimi anni ci è successo di frequente. Faccio dei nomi secondo me sicuri: Cristante su tutti (arrivabile per i buoni rapporti con la Roma e per la faccenda Bove), Calvert Lewin (comprovato compagno ideale per Kean), Pablo Marì, Lovric, Milik, Beto…e poi un giovane (Urbanski, Luiz Enrique), ma solo poi. Quando Pradè costruì dal nulla la grande Fiorentina di Montella, lo sapeva bene che ci volevano i Gonzalo e i Pizarro per fare giocar bene anche i giovani. E allora si metta al lavoro con lo stesso spirito, e li trovi!