La Toscana guarda con preoccupazione e interesse al futuro di Finmeccanica. Con il cambio al vertice seguito all’arresto di martedì scorso dell’Ad del Gruppo, Giuseppe Orsi, accusato di frode fiscale e corruzione internazionale, si riaccende con forza la richiesta dei sindacati di approntare un piano industriale e di fornire una prospettiva chiara per le 7 società del gruppo presenti in territorio toscano (Ansaldo Breda, Selex Galileo, Selex Elsag, Amtec, Sirio Panel, Selex Electronic Systems e Wass), che con oltre 5 mila occupati pesano per il 6,5% sul totale. «Finmeccanica in Toscana per noi rimane strategica, abbiamo bisogno del suo rilancio perché si tratta di un’eccellenza che dà lavoro a migliaia di persone – ha detto oggi Cesare De Sanctis, segretario generale della Fiom-Cgil Toscana, partecipando alla presentazione di una ricerca sulla presenza di Finmeccanica in regione commissionata all’Ires circa un anno fa, quando «era nell’aria e già si diceva da più parti che occorreva mettere mano ai vertici dell’azienda perché vedevamo scelte industriali poco convincenti, scelte che portavano ad un indebolimento del nostro settore produttivo e che avevano alla base un’idea “geopolitica” avversa a questa regione. Non a caso – continua De Sanctis – eravamo preoccupati dalla scelta di spostare alcune produzioni, come i radar dalla Selex Galileo ad altre regioni o la situazione di incertezza assoluta di Ansaldo Breda, che ci facevano pensare a uno spostamento in altri luoghi delle teste pensanti». E a proposito di Ansaldo Breda, «cederla sarebbe un errore clamoroso – ha commentato Massimo Masat, coordinatore nazionale Fiom-Cgil per il gruppo Finmeccanica – Significherebbe che da domani l'Italia sarebbe costretta ad acquistare treni da altri Paesi. Invece bisognerebbe avere il coraggio di integrare due o tre gruppi nazionali con capacità industriali per stare sul mercato ed essere competitivi». In generale la Fiom, che ha già chiesto al nuovo Ad Alessandro Pansa un incontro per discutere della nuova politica industriale del gruppo, si dichiara contraria allo spezzettamento dell'azienda, e in particolare alla cessione del comparto “civile” perché, «Finmeccanica è uno dei colossi mondiali sull'alta tecnologia e pensare di spezzettarla significa privarsi di uno dei pochissimi asset che questo Paese abbia a livello internazionale». Ad auspicare il «ritorno ad una piena governance del Gruppo» anche l’Assessore regionale alle Attività Produttive Gianfranco Simoncini, secondo il quale «occorrerà riorganizzare la Grande Selex, che fonde insieme Galileo, Elsag e Amtec, ma con la garanzia dell’Ad Giulianini che questo processo non influisca sui livelli occupazionali e sulla presenza strategica in Toscana». E poi c’è la partita Ansaldo Breda «su cui vorremmo sapere meglio quali sono le prospettive di ricollocazione dell’azienda – ha detto ancora Simoncini – Noi riteniamo la produzione ferroviaria strategica per il nostro Paese e Ansaldo Breda non per forza deve essere di totale proprietà Finmeccanica. Spero che il nuovo Governo sia in grado di dare a Finmeccanica una governance seria, riconfermandone funzione e qualità».