
E’ nel giorno a più alta densità giornalistica possibile (il corso di aggiornamento per quelli della stampa) che arriva l’annuncio che mai si vorrebbe ricevere: dieci esuberi tra il personale giornalistico, tecnico, amministrativo. Nella apparentemente inossidabile Telereggio, la tv madre della provincia, da sempre crocevia economici e politici di una comunità.
Non una cifra sindacalmente inaffrontabile (il tavolo sindacale se ben condotto può portare, come tutti si auspica, ad un mini-esodo senza troppe sofferenze a colpi di incentivi, prepensionamenti, “soluzioni interne”, eccetera), ma dalla forte componente simbolica se si pensa che Telereggio ha rappresentato per decenni la vetrina informativa di marca e proprietà coop.
L’annuncio arriva dopo un periodo di solidarietà-ammortizzatore sociale tra i lavoratori, a nemmeno un anno dal taglio del nastro della nuova sede ma soprattutto della “rivoluzione” estiva che ha portato alla detronizzazione dell’un tempo direttore Paolo Bonaccini, caduto sotto i colpi dei nuovi equilibri coop (Lino Versace alla guida di Ccpl al posto di Ivan Soncini).
Ora i rappresentanti dei lavoratori si dovranno confrontare col nuovo ad Edwin Ferrari, ex Coop Nordest e col nuovo direttore Mattia Mariani, proveniente dal mondo curiale-cattolico. Insomma uno scenario da fantascienza, almeno fino a pochi anni fa.
Ai colleghi in vertenza per il mantenimento del posto di lavoro, la nostra sincera solidarietà.