Firenze – Presidio con flash mob in piazza Signoria delle donne di Non una di meno. Il problema è sorto il 9 marzo, dopo la festa della donna. La mattina dopo, un gruppo di vigili si è recato in piazza SS. Annunziata, dove con i flessibili hanno portato via i lucchetti e i panueli fucsia in cui c’è scritto il nome della donna e delle trans uccise dalla violenza di genere. Un rito che si tiene ogni mese il giorno 8. I panueli e i lucchetti erano 140, raccolti in un anno. 140 donne che non parleranno mai più, se non con le voci delle loro sorelle.
A seduta in corso del consiglio comunale, esplode lo slogan, scandito da un gruppo di ragazze a seno scoperto: “Siamo il grido altissimo e feroce di tutte quelle donne che più non hanno voce”. La piazza, turisti e fiorentini, applaude e si stringe attorno al gruppo.
“Siamo tutte quelle donne che sono partite insieme e insieme torneremo”, dicono le ragazze di Non una di meno.
“Vogliamo sapere chi è stato – chiedono, spiegano il motivo del loro gesto – vogliamo di nuovo il luogo dove si celebra un importante rito di ricordanza e sorrellanza”. Sulla fontana di piazza SS. Annunziata, già il giorno dopo, sono tornati sia i panueli fucsia che i lucchetti che simboleggiano le vittime della violenza di genere; “solo2 22, quelle uccise in questi mesi del 2022.
In merito c’è una domanda di attualità della consigliera di Spc Antonella Bundu, che incontra le donne. Anche la consigliera Donata Bianchi, presidente della commissione Pari opportunità, incontra le donne in piazza. Un piccolo gruppo in questo momento sta salendo in Palazzo Vecchio per incontrare l’assessora Benedetta Albanese.
Sulla questione erano intervenuti in aula i consiglieri di Spc Bundu e Palagi: ““La rimozione da piazza Santissima Annunziata di lucchetti e pañuelos, lì collocati per ricordare le vittime di femminicidio, è arrivata subito dopo l’8 marzo, indignando – spiegano i consiglieri di sinistra progetto comune Antonella Bundu e dmitrij Palagi – non solo i movimenti delle donne, ma tutta la cittadinanza. Sappiamo come il Sindaco abbia ricevuto anche delle lettere di contestazione. Il decoro brandito per cancellare un’importante testimonianza della violenza subita ogni giorno dalle donne, nelle nostre società segnate dal patriarcato.
La Giunta intanto sostiene la necessità di non contrapporre le manifestazioni spontanee con l’attività svolta ordinariamente dal Comune. Non è però stata “Non Una Di Meno” che ha scelto di aprire questa situazione. Se hanno agito la Polizia Municipale in accordo con ALIA, le responsabilità di Palazzo Vecchio a noi paiono evidenti, perché – continuano Bundu e Palagi – si sta parlando di un corpo comunale e di una partecipata della nostra Amministrazione”.
