Federconsumatori contro Corecom toscano

Gratuito per l'Europa, ma in Toscana chi vuol fare valere, attraverso un ricorso, il proprio diritto contro atteggiamenti scorretti degli operatori telefonici si trova, dal 24 marzo scorso, a dover pagare. Della situaizone si fa carico, con una vibrata denuncia pubblica, Federconsumatori, che spiega: "Caso unico su tutto il territorio nazionale, gli uffici amministrativi del consiglio regionale e del comitato per le comunicazioni hanno improvvisamente deciso di interpretare in modo nuovo le norme previste in un decreto vecchio di 42 anni. Il risultato è che i cittadini che chiedono giustizia nei confronti dei gestori di telefonia e fanno ricorso al Corecom devono pagare un bollo di 16 euro, con buona pace del diritto alla gratuità dei ricorsi previsto in Italia".

Una situazione molto controversa, parrebbe stando a quanto spiegato dall'associazione consumatori, tant'è vero che "le motivazioni che gli apparati amministrativi di Corecom ed il Consiglio Regionale Toscano hanno addotto per giustificare una tale inaccettabile vessazione sono a dir poco inadeguate. Lo stesso presidente del Corecom scinde le responsabilità della gestione istituzionale da quella amministrativa, rimandando a quest’ultima l’intera responsabilità del provvedimento. In una lettera agli organismi istituzionali regionali, peraltro, il presidente del Corecom sollecita le autorità politiche, fin qui silenti, a intervenire per imboccare una strada diversa da quella intrapresa".

Di conseguenza, come sottoscrive lo stesso presidente di Federconsumatori Toscana Giuseppe Minigrilli, l'associazione "denuncia la gravità di quanto sta accadendo in Toscana", chiedendo al contempo il ritiro del provvedimento "che introduce un odioso balzello ai danni dei consumatori". Inoltre, l'associazione si rivolge alla Regione Toscana affinchè sia cancellata "questa odiosa decisione che ci pone quale “unica Regione” che fa pagare i cittadini per esercitare le proprie tutele". Infine, un appello anche all’Autorità di controllo sulle comunicazioni, "anch’essa fin qui silente", affinchè si produca "in un pronto e fermo intervento affinché sia ripristinato il diritto dei consumatori alla gratuità dei ricorsi, nel solco di quanto raccomanda l’Unione Europea".

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