Febbre elettorale

Urne calde e a prova di covid: domenica e lunedì si vota sul referendum, per le regionali (in 7 regioni) e le amministrative in 962 comuni. Seggi aperti dalle 7 alle 23 del 20 e dalle 7 alle 15 del 21

Al voto al voto questa volta referendario: domenica e lunedì infatti, oltre che in sette regioni italiane per le regionali Campania, Toscana, Veneto, Liguria, Marche, Puglia e Valle d’Aosta, ci sono le amministrative in 962 Comuni, le suppletive in Sardegna e Veneto e ci si può recare alle urne per il referendum sul recente taglio di 345 parlamentari italiani.

L’election day vede i seggi aperti dalle ore 7 alle 23 di domenica 20 settembre e dalle ore 7 alle 15 di lunedì 21 settembre. Si provvederà immediatamente allo spoglio delle schede sul referendum per il taglio dei parlamentari, successivamente comincerà lo scrutinio delle altre votazioni.

Quello sul taglio dei parlamentari è un referendum senza quorum, significa che è valido a prescindere dalla percentuale di elettori che si recheranno alle urne. Vince il fronte che ottiene anche un solo voto in più. In 15 comuni emiliano-romagnoli, dicevamo, si vota anche per l’elezione diretta di sindaci e per il rinnovo dei consigli comunali. 

Mascherina, distanziamento, igiene delle mani: le tre regole auree per evitare il contagio da coronavirus sono anche alla base delle norme previste ai seggi per l’election day. La febbre personale si misura a casa, quella elettorale ad urne chiuse

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Firenze – Domenica 20 settembre e lunedì 21 settembre si vota

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