Fate la Caritàs: la carica dei 5mila reggiani poveri

Circa 5mila reggiani poveri secondo l’ente diocesano mentre oltre il 30% non ha fissa dimora. Dati in costante aumento

Circa 4.500 cittadini reggiani sono “intrappolati nella poverta’”. Il dato è quello della somma tra le 1.493 persone (che nel 2015 hanno chiesto aiuto ad uno dei cinque centri di ascolto della Caritas in città o in provincia) e i loro familiari, a cui si sono estesi gli interventi. Molti cittadini si sono recati nei centri perché non riescono a curarsi.

Questi i dati Caritas forniti dall’ente diocesano di Reggio Emilia e Guastalla sull’attività svolta nel 2015, che fotografano le dinamiche in atto del fenomeno della povertà sul territorio e fanno il punto sulle politiche di accoglienza. A presentarsi agli sportelli della Caritas sono persone di 35-54 anni, per il 60% uomini e italiani.

Aumentano i senza fissa dimora che sono nel 2015 quasi il 30% del totale, contro il 26,9% del 2014. I principali bisogni per cui si chiede assistenza sono l’assenza di reddito (1.097 casi), la mancanza di lavoro (771 casi), i problemi abitativi (475), ma anche la necessità di un sostegno economico per le cure mediche. In particolare nel corso del 2015 sono 200 le richieste raccolte (alle quali e’ stato dato risposta 137 volte) di interventi sanitari (prestazioni o pagamento farmaci).

Parlando invece di accoglienza, sono 149 i posti disponibili sul territorio che hanno dato riparo l’anno scorso a 220 persone. Di queste, 24 non sono in regola con i documenti di soggiorno e non possono lavorare, mentre una ha fatto richiesta di asilo politico ed ha trovato un’occupazione. In tema di accoglienza interviene intanto il Comune di Reggio per chiedere alla cooperativa Dimora di Abramo, realtà inserita nella rete di enti per la gestione dei profughi, di non trasferire la mensa per i richiedenti asilo di via Eritrea che si trova nella zona della stazione.

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