Sarà il Tribunale di Parma il 21 aprile prossimo a decidere sull’istanza di fallimento della Eventi Sportivi spa, la società controllante il Parma Fc. Dopo il fallimento del club ora si va verso lo stesso provvedimento per la società madre con sede a Brescia ma con attività operativa a Parma. Per questo motivo, i pubblici ministeri parmigiani Dal Monte, Ausiello e Amara hanno presentato istanza di fallimento al tribunale emiliano e non a quello lombardo. La holding, ancora di proprietà di Giampietro Manenti, è titolare fra l’altro del Centro Sportivo di Collecchio ed è possibile che si vada ad una unificazione della procedura fallimentare con quella già in corso per il club e in mano ai curatori fallimentari Angelo Anedda ed Alberto Guiotto.
Proprio a proposito del fallimento del club sportivo, i creditori potranno presentare le proprie domande entro trenta giorni dall’udienza durante la quale si procederà all’esame dello stato passivo, fissata per il 21 maggio.
I debiti del Parma Fc sono stati calcolati dal tribunale fallimentare di Parma in 218 milioni e 400mila euro al 17 febbraio scorso: 20 milioni in più rispetto all’insolvenza dell’ultimo bilancio approvato al 30 giugno 2014. Il debito sportivo è definito “ingente”, ma si potrebbe dire immane: stimato in 74 milioni di euro, di cui 63 nei confronti dei calciatori tesserati.
Aumenti milionari anche dei debiti tributari: 25 milioni, più un milione e 940mila euro verso istituti di previdenza e sicurezza sociale. L’esposizione con le banche è di 10 milioni, sfiora i 20 quella con altri finanziatori. Ai fornitori il Parma deve quasi 36 milioni di euro, alle società controllanti 57 milioni. Il patrimonio netto? Un buco passivo di 46 milioni 696mila euro.