Eversione o emulazione?Minacce “brigatiste”, due indagati a Reggio

Insulti e minacce a magistrati, politici e capi di Stato. Indagati un impiegato e un operaio

Scritte minacciose indirizzate a capi di Stato, politici e magistrati. Segnali inquietanti in un momento in cui l’allarme terrorismo è ai massimi livelli. Le indagini della Digos di Reggio hanno però dato un volto e un nome agli autori delle minacce: nei guai sono finiti un impiegato di 40 anni, D.C.C. le sue iniziali e F.B, operaio di 28 anni. I due, militanti del gruppo di estrema sinistra Collettivo AutOrganizzato R60 devono rispondere di una serie di reati che vanno dalle offese all’onore e al prestigio del Presidente della Repubblica, alla violenza e oltraggio a un corpo politico, amministrativo o giudiziario. I due sono accusati anche di imbrattamento. A peggiorare la loro posizione anche il ritrovamento in loro possesso di materiale e documenti con la stella a 5 punte e la scritta Brigate Rosse.

Le minacce erano rivolte al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, del Procuratore Capo di Torino, Giancarlo Caselli, del Sindaco di Torino, Piero Fassino, del Presidente della Repubblica Bielorussa, Alexander Lukashenko.

“Napolitano schifoso borghese”, “Fassino porco”, “Caselli: colpirne uno x educarne cento”, “Caselli bastardo”, “Piombo per Caselli, “La repressione non ci fermerà”, “Liberi tuti” Lukashenko assassino”, le scritte effettuate con vernice spray, tutte accompagnate dalla sigla “No Tav”, in riferimento agli arresti effettuati in quel periodo a carico di alcuni esponenti del movimento.

Nel corso delle perquisizioni, estese anche nella sede del Collettivo AutOrganizzato R60, in via berta, sono stati sequestrati agli indagati computer, macchine fotografiche, telecamere, diverse bombolette di vernice spray, stampi per verniciare simboli sui muri, locali quotidiani riportanti nelle pagine delle cronache fatti riguardanti diverse scritte murali contro locali esponenti delle istituzioni, dell’economia, della politica e di altri movimenti antagonisti, sulle quali sono in corso accertamenti comparativi da parte della Polizia Scientifica di Roma, mazze di legno e numeroso materiale cartaceo d’area.

In particolare a casa di uno di essi è stato rinvenuto tra la documentazione esaminata un foglio manoscritto riportante il simbolo della stella a cinque punte con ai lati le iniziali “B.R.” e sotto la scritta “Brigate Rosse”, datato 1 marzo 2007.

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