Squilibrio faunistico: strage di bestiame

Difficoltà serie per la zootecnia della Toscana con la scia di stragi negli allevamenti toscani ad opera di ungulati che si allunga sempre più. Almeno un centinaio di ovini uccisi dai lupi nell’ultimo mese, con attacchi a greggi della Val d’Orcia e dell’Amiata. E l’ultimo caso nell’aretino, dove 63 pecore sono state “sbranate” nell’ultimo periodo dai lupi. Sarebbero, secondo una prima ricognizione, oltre 100 i capi di ovini uccisi dall’attacco dei lupi nell’ultimo mese. Non ci sono solo i lupi a rendere sempre più difficile la presenza delle imprese agricole, zootecniche in particolare, e dell’agricoltura soprattutto nelle zone montano-collinari. Ci sono anche i ben più noti cinghiali, daini, caprioli, mufloni, nutrie e storni le cui popolazioni hanno superato i limiti di sostenibilità per il territorio. E' quanto denuncia la Coldiretti Toscana spiegando come "gli equilibri faunistici si siano rotti" e questo costituisca un forte incentivo per le aziende ad abbandonare la campagna. O peggio ancora la montagna dove le buone partiche di agricoltura e zootecnia sono irrinunciabili per il presidio idrogeologico dei versanti. Le popolazioni di fauna selvatica, ed in particolare degli ungulati, anche oggetto di gestione faunistica e attività venatoria, non sono più  compatibili con lo svolgimento delle attività agricole e zootecniche. Secondo Coldiretti è necessaria una “riflessione seria e costruttiva" sciogliendo due nodi fondamentali: 1) come gestire la presenza dei lupi, sempre più importante nelle campagne toscane, 2) come ridimensionare o tenere sotto controllo il numero degli ungulati.
"La Toscana è la regione d’Europa – ha sottolineato Coldiretti –  con il più alto tasso di densità di ungulati: si parla di oltre 300 mila esemplari tra cinghiali, caprioli, daini, cervi, mufloni, storni e piccioni che si divorano in termini di alimenti verdi qualcosa come 4 milioni di quintali, pari ad un valore di 20 milioni di euro di foraggere all’anno. Pesante anche l’incidenza sugli incidenti stradali: centinaia ogni anno".

Le dichiarazioni
“La politica degli indennizzi è una magra consolazione quando il tuo gregge viene dimezzato o un branco di cinghiale distrugge il tuo raccolto – ha dichiarato Tulio Marcelli presidente Coldiretti Toscana dagli studi di RTV38 commentando la notizia della strage di pecore nell’aretino  –.  Gli agricoltori sono stanchi, stufi e arrabbiati”.  “L’equilibrio si è rotto, il numero è fuori controllo – ha denunciato Tulio Marcelli  – il rischio è il progressivo abbandono delle campagne e di quelle zone montane dove l’agricoltura è un fattore determinante per il presidio ed il mantenimento dell’’assetto idrogeologico. Cinghiali, daini, caprioli e altre specie ci stanno cacciando dalle campagne. Di questo passo dovrà essere l’agricoltura ad essere tutelata”.
“E' un problema che travalica la questione puramente agricola: ormai riguarda l'intera comunità – ha precisato Marcelli – Siamo di fronte ad una vera e propria emergenza: in dieci anni il numero di predatori ha assunto una dimensione non più gestibile dal territorio, con forti ripercussioni sul turismo e sui prodotti del sottobosco che ormai non esistono più”.

Info Coldiretti su www.toscana.coldiretti.it

 

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