Energia: chi ha paura del libero mercato?

Perché gas ed elettricità costano troppo? Hanno funzionato le liberalizzazioni? Il caso Iren. 7per24 alla ricerca di risposte al convegno organizzato dai Radicali Italiani

In 10 anni in Italia il mercato ha preso il posto dei monopoli dell’energia. Ma il prezzo della bolletta è il più alto ‘Europa. E’ colpa del mercato o delle distorsioni che ne impediscono il funzionamento? E’ davvero imparziale un governo-legislatore con maggioranza in Eni ed Enel? Siamo garantiti dai Comuni che fanno i gestori non solo delle reti, ma anche della compravendita d’energia nelle grandi città? E l’Autorità di settore è davvero indipendente? A queste e ad altre domande si è cercato di dare una risposta giovedì nel corso del convegno “Il mercato insidiato dell’energia” organizzato da partito Radicale a Palazzo Rospigliosi, a Roma. Al tavolo dei relatori si sono alternati, tecnici, economisti, politici, alcuni tra i massimi esperti nel settore della regolazione economica come Alberto Biancardi, commissario dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas e firma di 7per24. Tra i casi analizzati nel corso della giornata, quello di Iren.

http://youtu.be/gp9aTacs5os

In un momento in cui il dibattito pubblico si divide tra rigurgiti antipolitici ed emergenza economica, il partito Radicale ha avuto il merito di riportare al centro della discussione un tema di vitale importanza come quello dell’energia. Su questo settore, hanno convenuto quasi tutti i relatori, si gioca una fetta importante del futuro del Paese e delle sue possibilità di uscire dalla morsa della recessione. In Italia le imprese pagano bollette il 30-35% in più rispetto alla media europea, il prezzo medio del gas all’ingrosso costa circa 32 euro per MWh mentre la stessa quantità di gas al confine tra Austria e Slovacchia costa 23 euro. E’ da questi numeri per capire se e dove il mercato ha fallito. Quel mercato che, come ha spiegato il presidente dell’Autorità per l’Energia elettrica e il gas, Guido Bortoni, deve aumentare l’efficienza, stimolare la crescita, muovere investimenti, portare qualità e innovazione.

Invece i costi energetici stanno strangolando le piccole e medie imprese, stanno facendo scappare le cosiddette imprese energivore verso Paesi dove la bolletta è più leggera. Durissimo su questo tema è stato l’intervento del vicepresidente del comitato energia di Confindustria, Agostino Conte. Quella dei consumi è una questione strattamente legata da una parte alla carenza sottolineata da più parti della Strategia Energetica Nazionale, lo strumento di indirizzo e di programmazione a carattere generale della politica energetica nazionale, dall’altra alla grande questione ambientale. Su quest’ultimo punto è particolarmente interessante la proposta dei radicali di introdurre un sistema di contabilità ambientale che introduca imposte ecologiche al posto dei sussidi alle energie rinnovabili. Una proposta che è stata in parte accolta dal Governo – alla tavola rotonda è intervenuto il sottosegretario all’ambiente Tullio Fanelli – che ha introdotto la Carbon Tax, anche se non è ancora stato specificato chi colpirà e quanto inciderà.

A proposito di costi e di mercato, nel dettaglio della bolletta è entrato Alberto Biancardi: secondo il commissario in Italia il prezzo dell’energia elettrica è cresciuto ma in proporzione in misura minore rispetto al gas. Questo significa che le liberalizzazioni non hanno fallito, ma c’è ancora molto da fare: ci sono oneri eccessivi, ci sono infrastrutture da adeguare, ma soprattutto ci sono circa 8 miliardi di euro all’anno di incentivi per il fotovoltaico. E secondo Biancardi “il fotovoltaico è il peggior nemico delle energie rinnovabili”.

http://youtu.be/h3uHEPom3uQ

A che punto siamo allora? A metà del guado, sembra. Le liberalizzazioni sono state fatte, ma devono essere completate. Il mercato c’è, ma non è ancora veramente libero. La ricetta? Rafforzare l’autonomia del’Autorità di settore, rivedere il ruolo dello Stato che da controllore deve diventare arbitro/regolatore, ripensare il sistema degli incentivi in modo più equilibrato e razionale.

A proposito di liberalizzazioni, l’ultima tavola rotonda ci ha riguardato da vicino. Si è parlato tra l’altro di ex municipalizzate, del loro peso nei bilanci dei grandi Comuni: come esempio delle distorsioni del rapporto tra pubblico e privato è stato citato da Carlo Stagnaro, giornalista e direttore di ricerca dell’Istituto Bruno Leoni, il caso di Iren, che quest’anno non hanno distribuito dividendi ai loro azionisti, tra i quali c’è il comune di Reggio. Ecco cosa ha detto.

http://youtu.be/HpWCNx_BuF8

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