Norina Galavotti, dopo aver tirato su ben 74 figli cresciuti a Nomadelfia, che significa legge della fraternità, comunità cattolica, in provincia di Grosseto, da qualche anno rientrata nelle grazie della Chiesa, fondata da don Zeno Saltini, dove i residenti vivono in un'unica famiglia, si è spenta ad 89 anni. Essere madri di vocazione significa crescere figli senza metterli al mondo, rinunciando quindi ad una famiglia di sangue, valorizzando la verginità, e dedicando tutta se stessa a bimbi senza famiglia. Nata a S. Giustina Vigona, frazione di Mirandola, in provincia di Modena, seconda di 13 figli, Norina incontrò don Zeno a 21 anni, nell'estate del 1944, decidendo di entrare nell'Opera Piccoli Apostoli, e poi seguendolo nella esperienza di Nomadelfia, alle porte di Grosseto. Ha poi portato l’ideale di don Zeno in diverse località, inviata ad avviare e animare nuovi gruppi della comunità di Nomadelfia. Dal 1963 al 1978 risiedette a Vezzano, una frazione de La Verna in provincia di Arezzo. In una recente intervista disse: “Ho 88 anni, vi assicuro che è stata una vita meravigliosa. Ho versato tante lacrime: se la mia stanza avesse le sponde, ci vorrebbe la barca per entrare. Se tornassi indietro, non farei nulla di diverso da ciò che ho fatto”.
Foto www.nomadelfia.it/ita


