Firenze – Con meno sfortuna, quell’incredibile sfortuna che lo ha perseguitato per anni, fino all’ultima mazzata della rottura dei legamenti del ginocchio sinistro avvenuta il 9 aprile scorso con il suo Celta Vigo, lui Giuseppe Rossi nella Hall of Fame dei Viola ci sarebbe entrato a pieno titolo. Ci sarebbe entrato forse tra qualche tempo, dopo chissà che anni strepitosi trascorsi con la maglia della Fiorentina, maglia che è stato costretto a lasciare proprio a causa degli infortuni. Ma per ora Giuseppe Rossi ha un altro ingresso e un’altra soglia da varcare: quella del campo. Quella del campionato di serie A con la maglia del Genoa che ha scommesso su di lui e che, se tutte le visite mediche saranno ok, potrà tesserarlo da svincolato.
Forse in tempo per fargli disputare almeno un pezzo di partita il 17 dicembre, quando il Grifone giocherà a Firenze. Anche i tifosi viola ne sarebbero entusiasti. Come entusiasti sono per il ritorno di Dunga, anche lui insieme a Robotti, Rosetta, Ferrante, Enrico Chiesa e Mencucci nella galleria della Hall of Fame dei Viola. Tanti abbracci e tanti festeggiamenti per il brasiliano a cui la Fiorentina, con Salica, ha ragalato una maglia con il numero 4 poi pubblicata su uno dei social viola, tanti bei gesti contraccambiati da un ottimo giudizio di Dunga su Pioli e su Vitor Hugo. Un compatriota del cui futuro l’ex viola, spettatore interessato del’allenamento ai campini, è sicuro: “Si sta adattando al calcio italiano che è difficile e duro ma sono sicuro che farà benissimo”.