
Il Festival del Quartetto d’Archi, in corso al Teatro Cavallerizza e organizzato dalla Fondazione I Teatri, riporta a Reggio Emilia e al suo pubblico il Quartetto Pavel Haas, vincitore del Premio Paolo Borciani edizione 2005. Venerdì 7 giugno, ore 21.00, eseguirà il Quartetto n.1 op.11 di P. I. Cajkovskij e il Quintetto per archi in do maggiore D 956 di Schubert, con il violoncellista Tomás Jamnik. Sarà invece il Quartetto Belcea a chiudere il festival domenica 9 giugno (ore 21.00). Il Festival prosegue così nella sua tradizione di invitare a Reggio Emilia il Quartetti che maggiore successo hanno riscosso nel momento del Concorso dedicato a Premio Borciani, per reincontrarli, riascoltare la loro musica e vederli all’opera anche assieme ad altri musicisti.
Residente a Praga sin dalla sua fondazione nel 2002, il Quartetto Pavel Haas (Veronika Jaruskova violino, Marek Zwiebel violino, Pavel Nikl viola, Peter Jarusek violoncello) si è rivolto ai grandi del mondo del quartetto d’archi, e ha studiato con Piero Farulli (Quartetto Italiano), Norbert Brainin (Quartetto Amadeus), Valentin Berlinski (Quartetto Borodin), Christophe Coin (Quartetto Mosaïques), a Praga con Milan Škampa, viola del Quartetto Smetana e a Basilea con Walter Levin del Quartetto LaSalle. Il Quartetto ha preso il nome dal compositore ceco Pavel Haas (1899 – 1944), allievo di Leoš Janá, deportato a Theresienstadt nel 1941 e morto ad Auschwitz nel 1944. Il 2005 è stato per il Quartetto l’anno decisivo: ha vinto il primo premio al concorso del Festival Primavera di Praga, e solo un mese dopo il Concorso Paolo Borciani di Reggio Emilia; si è poi aggiudicato il premio per la migliore interpretazione di A Sad Paven for these Distracted Tymes di Sir Peter Maxwell Davies, eseguito in presenza del compositore e ripreso nell’ambito del festival che il compositore organizza nelle isole Orkney in Scozia. Da allora il Quartetto ha suonato nelle sale più importanti del mondo ospite di istituzioni concertistiche di primo piano. Accanto al Quartetto, nell’esecuzione del Quintetto per archi in do maggiore D 956 di Schubert, il voloncellista Tomas Jamnik, nato e cresciuto in una famiglia di musicisti. Jamnik è vincitore di numerosi premi nazionali ed internazionali, tra i quali, nel 2006, il Prague Spring International Music Competition- concorso che in passato è stato vinto da Mistislav Rostropovich, Daniil Shafran,Natalia Gutman, Natalia Shakhovskaja e Boris Pergamenschikow. E’ ospite frequente di concerti e festival sia in patria che all’ estero.

Chiuderanno il Festival i giovani componenti del Quartetto Belcea che suonano con la grinta e la brillantezza tecnica proprie di un quartetto moderno, ma sanno coniugarle a un’eleganza e uno spirito che rammentano le migliori formazioni del passato.Il programma di domenica sera prevede il Quartetto in si bemolle maggiore n. 22 KV 589 di Mozart, il Quartetto in re maggiore n. 1 op. 25 di Britten e il Quartetto in la minore op. 51 n. 2 di Brahms.
Costituitosi a Londra nel 1994, il Quartetto Belcea (Corina Belcea violino, Axel Schacher violino, Krzysztof Chorzelski viola, Antoine Lederlin violoncello) si è rapidamente imposto all’attenzione generale grazie alle vittorie nei concorsi internazionali di Osaka e Bordeaux (1999), seguite da molti altri riconoscimenti internazionali. L’ultimo appuntamento del Festival del Quartetto, di cui responsabile artistico è Lorenzo Fasolo, cede idealmente il testimone al Premio Paolo Borciani, edizione 2014, che si terrà a Reggio Emilia, al Teatro Municipale Romolo Valli dal 25 maggio all1 giugno. Nei prossimi giorni verrà pubblicato sul sito www.iteatri.re.it il bando del concorso.