Basta con il nascondino, ora si fa sul serio

Io l’avevo vista così. Una Fiorentina che non scopriva le carte, che faceva riposare giocatori (alcuni forzatamente) per giovedì, che “provava” a difendersi (dato che il catenaccio non è certo cosa che le viene spontanea), che dava fiducia e coraggio a giovani che, nei due incontri di Europa League, potrebbero anche tornare utili. Il risultato contava solo per il morale. E lo zero a uno, con occasioni da rete pressoché pari tra le due squadre, al di là del primo tempo di impotenza assoluta da parte della Viola, non è risultato che abbatte il morale. Contava invece la verifica. E allora traiamo delle conclusioni. Se è vero che veniva testata la difesa, più bassa del solito, e ancor meno protetta del solito da centrocampisti fisicamente volatili rispetto agli avversari, il test è superato positivamente. L’unica nota stonata è stato Diakité, che comunque giovedì non ci sarà. Note poco liete per il centrocampo, invece. Pizarro, marcato da Llorente, non ci ha capito nulla sin dall’inizio, e si è ostinato a tener palla in zone pericolose senza mai proporre nulla di buono. Aquilani è stato sufficiente, ma solo. Anderson, infatti, comincia a essere in condizione, ma ha il passo del centrocampista che va in verticale, e che non sembra trovarsi a suo agio né a rincorrere gli avversari, né a giocare senza palla, né a sostenere il compagno di linea. Il centrocampo di giovedì prossimo, c’è da scommetterlo, avrà Ambrosini e Borja Valero, forse inizialmente con Aquilani centrale. Tutta un’altra cosa. Anche perché il modulo sarà quello del finale di partita: un 3-5-1-1 con i due esterni più vicini alla mediana; molto più disposti a aiutare a tener corta la squadra e a palleggiare ravvicinatamente. Dell’attacco non parlo, perché oggi non c’era. Gomez è un’ombra, imbarazzante per l’impaccio che mostra nei movimenti, anche da fermo. Cuadrado è in un momentaccio, e l’unica cosa che ha fatto bene è stato giocare con meno sicumera, rassegnandosi quasi alla normale amministrazione (solo nel finale gli è scappato quel tiraccio in tribuna che, in quest’ultime partite, era diventato la sua triste specialità). Visto invece un buon Vargas, e ritengo che Montella non se ne priverà nel ruolo di esterno sinistro di centrocampo (magari facendogli subentrare Pasqual a benzina finita); mentre Ilicic e Matri saranno le punte. Prevedo quindi una Fiorentina per metà nuova, più collaudata, più esperta e tecnica, che se la giocherà alla pari con una Juventus speculare. Sul gioco della Juve, infatti, non c’è da fare congetture. Sarà il solito, senza possibilità di alternative, e questo sarà indubbiamente un vantaggio per la Fiorentina che può preparare la partita adattando qualche schema e qualche misura, sicura che dall’altra parte non ci saranno sorprese. Ma allora parliamo di questa Juve strapotente, che gioca ormai a memoria, che in campionato non sbaglia un colpo. Non ho visto ieri una squadra trascendentale. Molto forte fisicamente, ma anche votata a un gran dispendio di energie. Le due punte hanno marcato i difensori e i centrocampisti avversari, senza mai essere pericolose. I centrocampisti e gli esterni hanno corso molto (Lichtsteiner, come al solito, è finito coi crampi; Vidal è calato sensibilmente nel secondo tempo, forse anche per la partita della nazionale di metà settimana); ma, al di là del possesso palla e di una imponenza fisica intimidatoria, hanno creato poco. Tutto sommato, ho visto più in condizione fisica la Fiorentina, che nel finale ha addirittura fatto paura alla Juve anche con Matos e Wolski! Sono dunque parzialmente soddisfatto, e voglio tener fede alla mia previsione: quando ho scritto che, delle tre contro la Juve, la partita di campionato sarebbe stata giocata a nascondino, e le altre al meglio delle nostre possibilità. Ovviamente sperando che la Juve sconti un po’ di stanchezza in più.

Alessandro Pagnini

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