Divieto di balneazione in Versilia. Stop temporaneo a Livorno

Firenze – In Versilia il divieto di balneazione tra Viareggio e Lido di Camaiore per la presenza di colibatteri superiori ai limiti di legge, spiega la Regione Toscana, è “un problema che doveva essere risolto già da tempo, con interventi che dovevano essere realizzati dal gestore del servizio idrico integrato”.  L’ente annuncia per settembre un nuovo accordo di programma per 50 interventi da 43 milioni in totale. Il Comune di Livorno ha vietato temporaneamente la balneazione nei tratti interessati dagli sbocchi a mare del rio Ardenza (Tre Ponti) e del Rio Felciaio.

Le analisi dell’Arpat hanno imposto ieri, a poco più di una settimana da ferragosto, lo stop lungo quasi tutta la costa di Viareggio che comprende ben 89 stabilimenti balneari. La restrizione non potrà essere revocata prima di nuovi controlli.  Il tasso di colibatteri è troppo alto: acque sono troppo inquinate. “Se in Versilia alcuni lavori sono stati realizzati – ha detto l’assessore regionale all’Ambiente Anna Rita Bramerini in merito al divieto di balneazione in vigore sulle coste della Versilia -, altri dovevano essere stati fatti e non lo sono ancora. Come Regione siamo intervenuti perchè Gaia possa più facilmente accedere al credito, stanziando a luglio circa 4 milioni di euro come garanzia”.  Nella prima giunta di settembre inoltre – ha annunciato Bramerini – porteremo in approvazione il nuovo accordo di programma che mette in fila 50 diversi interventi riunendo in un solo strumento programmatorio anche quanto era stato già previsto dai vecchi accordi. In totale l’accordo di programma per la balneazione in Versilia, che ricomprende anche le opere degli accordi precedenti (Camaiore e Massaciuccoli) prevede adesso un complesso di interventi relativi a fognatura e depurazione per circa 43 milioni (di cui 38 già finanziati attraverso la tarriffa del sistema idrico integrato, con un contributo complessivo della Regione di 5,1 milioni. Inoltre la Regione ha già accontonato altri 2 milioni per l’impianto sperimentale di ionizzazione per l’abbattimento della carica batterica sul fosso dell’Abate, fonte principale dell’inquinamento da colibatteri registrato ieri, e sui fossi di Fiumetto e Motrone.Nel primo pomeriggio di oggi, mercoledì 6 agosto, il Comune di Livorno ha emanato un’ordinanza di divieto temporaneo di balneazione nei tratti di costa antistanti gli sbocchi a mare del rio Ardenza (Tre Ponti) e del Rio Felciaio. L’ordinanza è stata emanata poco dopo le 14, non appena arrivati in Comune i risultati delle analisi compiute da Arpat sui prelievi di acque marine effettuati lunedì scorso, 4 agosto. “Con ogni probabilità le cause che hanno portato a questa ordinanza – spiega il Comune – sono da ricercarsi nelle abbondanti piogge che hanno interessato la città durante la scorsa settimana, quando fossi e rii hanno portato a mare detriti e materiali vari”. L’Ufficio Ambiente del Comune si è subito attivato con Arpat e ASL per svolgere ulteriori analisi delle acque marine, così da verificare se esistono le condizioni per un rapido ritiro del divieto di balneazione.

Il caso Versilia.  La Regione, pur non avendo competenze dirette sul sistema idrico integrato – sottolinea la Regione Toscana – , si è impegnata comunque a fondo per dare una mano ai soggetti interessati a risolverlo. Dal 2012 ad oggi sia l’assessore Bramerini, sia lo stesso presidente Rossi, hanno accentuato ulteriormente l’impegno, con riunioni su riunioni, tenute insieme agli enti interessati a seguito delle quali la Regione ha finanziato una serie di interventi per opere già ricomprese nel piano di ambito.
I diversi accordi di programma succedutisi nel tempo saranno ora ricompresi in un unico strumento, ossia l’accordo di programma per la balneazione, che prevede un complesso di interventi relativi a fognatura e depurazione per circa 43 milioni di euro. Di questi 38 milioni sono già finanziati attraverso la tarriffa del sistema idrico integrato, il contributo del Ministero dell’Ambiente, in attuazione di accordi di programma già vigenti, il contributo della Regione Toscana per circa 5,1 milioni di euro, dei quali sono già stati resi disponibili 3,3 milioni (in attuazione della LR 28/2010), mentre i restanti 1,8 milioni, destinati all’impianto di ionizzazione (indicato nell’accordo come impianto di abbattimento della carica batterica), saranno disponibili alla firma dell’accordo di programma.

 

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